• Google+
  • Commenta
31 dicembre 2011

La Storia è online

Se è vero che ogni tempo ha la sua storia, è altrettanto vero che la storia si racconta in base al proprio tempo. Hobsbawm infatti suggeriva: “ Nessuno può scrivere la storia del ventesimo secolo allo stesso modo in cui scriverebbe la storia di qualunque altra epoca”. E se il ventunesimo secolo è il secolo della tecnologia, di internet e del computer in quale altro modo potremmo raccontare la nostra se non con la tecnologia, internet e il computer?

Da quest’idea nasce infatti nel 2006 un progetto, successivamente accolto ed elaborato da “La Repubblica”: creare un corso di storia completamente interattivo e digitale, realizzatosi poi nel Corso online di Storia del Novecento 1914-1989 (http://storia900.repubblica.it/ ). Migliaia e migliaia di link, foto, audio e video illustrano, capitolo per capitolo, la storia del secolo scorso come non era mai stato fatto prima. La rete si sostituisce al libro, il link al capitolo. Per la prima volta la storia si legge, si vede, si sente.

L’iniziativa parte dal sociologo Luciano Gallino, autorità nello studio del rapporto tecnologia-formazione. Nasce tutto da una sfida lanciata tra le aule dell’Università di Torino: cambiare o, per meglio dire, innovare il modo di leggere e studiare la storia. Se la scuola è lo specchio di una società sempre più Hi-Tech, è ora che anche la didattica si arrenda al suo tecnologico destino.

E in effetti lo studio diventa interattivo e multimediale. Basta un click per attingere a una quantità praticamente infinita di materiale, talvolta originale, dall’immenso cyberspazio di internet. Gli studenti possono consultare gli archivi, vedere le immagini e risalire alle fonti. Un’interattività del genere è il segno di un progresso sempre più incalzante. Le critiche naturalmente non mancano. L’eccesso informativo e la perdita dell’autorevolezza accademica vengono però visti come un passo obbligato nel più ampio orizzonte dell’innovazione.

Cambia, insomma, il modo di fare lezione e di conseguenza anche il modo di esser docente. Se il compito di istruttore viene affidato al sistema online, quale sarà il nuovo ruolo dell’insegnante? Ai tradizionalisti più tenaci, ecco la risposta: “Il professore, per come lo abbiamo conosciuto, avrà sempre meno il compito di insegnare nel senso tradizionale del termine, ma assumerà in sé sempre quello di guida, di consigliere. Aiuterà gli studenti a muoversi con intelligenza in questo universo telematico fatto di grafiche testuali e musicali che i new media mettono a disposizione..”.

Il progetto è pronto, chiaro e semplice, ma purtroppo ancora lontano dalla sua piena realizzazione. Sarà che la scuola italiana è ancora tradizionalista, troppo legata ai cari vecchi libri. Sarà che un progetto del genere richiede l’istituzione di “classi elettroniche” e si sa, i fondi mancano sempre. È però un’idea valida che aspetta solo che qualcuno la realizzi.

Simona Pirro

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy