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18 dicembre 2011

Le università americane sostengono Occupy Wall Street

La protesta di Occupy Wall Street entra nelle Università americaneIl movimento di protesta Occupy Wall Street, lanciato dal gruppo di attivisti canadesi Adbusters, ha iniziato dallo scorso 17 settembre l’occupazione dello Zuccotti Park, un parco urbano nel distretto finanziario di Wall Street, New York. Il motivo della protesta nasce dal rifiuto delle disuguaglianze economiche e sociali, dalla disoccupazione crescente e dall’ingordigia degli speculatori economici che sono usciti indenni dalla crisi finanziaria da loro provocata.

I manifestanti hanno raccolto il sostegno di molte associazioni politiche e sociali, convinte della necessità di un intervento di maggiore controllo democratico sulle istituzioni finanziarie. Occupy Wall Street ha ispirato anche la creazione di movimenti analoghi in altre città americane e nel mondo, come Washington, Chicago e Aukland. Il movimento di protesta, dunque, si è esteso a tutti i Paesi colpiti dalla crisi economica, innestandosi su problematiche preesistenti e assumendo forme diverse.

La protesta di Occupy Wall Street è penetrata anche nei campus universitari americani, dove ha ricevuto un’accoglienza favorevole ed inaspettata. Nelle scorse settimane, infatti, in occasione di alcuni eventi organizzati dalle banche e dagli istituti finanziari all’interno della Brown University e ad Harvard, numerosi studenti e attivisti hanno duramente contestato i dirigenti della Goldman Sachs; allo stesso modo, a Yale, Princeton e Cornell sono state segnalate numerose manifestazioni di protesta contro gli incontri organizzati dagli istituti finanziari.

Gli studenti americani, in particolare, contestano i legami stretti tra il mondo accademico e il mondo della finanza, che spesso è il principale finanziatore delle Università e dei college. Da questi rapporti, inoltre, è nata la consuetudine degli Atenei americani di dirottare la maggior parte dei propri studenti verso le banche e gli istituti finanziari di Wall Street. Nel 2011, il 22% degli studenti laureati ad Harvard ha trovato lavoro nel settore finanziario, mentre nel 2007 la percentuale era più del doppio, il 47%.

Occupy Wall Street, dunque, continua nella sua lotta alle disuguaglianze economiche e raccoglie il sostegno dei settori più disparati e, in questo caso, anche del mondo accademico: è un segnale, molto probabilmente, che c’è davvero bisogno di un maggiore controllo sulle attività degli istituti finanziari e sulle loro speculazioni.

Pasqualino Guidotti

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