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30 dicembre 2011

L’Istat ha fotografato gli spostamenti dei cervelli italiani

I cervelli continuano a fuggire. Lo rivelano i risultati di un’indagine recentemente diffusi dall’Istat. 1.300 delle 18 mila persone che hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca nel biennio 2004-2006 monitorate dall’istituto nazionale di statistica si sono trasferite all’estero. Si tratta del 7% del campione.

A preferire l’estero rispetto al bel Paese sono soprattutto i dottori. Infatti, sono solo il 5,1% delle dottoresse ha deciso di lasciare l’Italia, contro il 7,6% degli uomini che ha compiuto la stessa scelta.

Buona parte (il 35%) dei dottori di ricerca che si sono spostati all’estero ha conseguito il titolo prima di compiere trentadue anni e viene dal Centro o dal Nord Italia. I facenti parte di questa fascia di studiosi continuano, anche dopo il loro trasferimento, gli studi iniziati subito dopo il conseguimento del dottorato.

I loro genitori sono perlomeno diplomati. Secondo i risultati dell’indagine, l’incidenza della mobilità verso l’estero cresce all’aumentare del livello d’istruzione dei genitori.

L’istituto nazionale di statistica ha anche individuato gli spostamenti dei dottori all’interno del nostro Paese. Sono i meridionali quelli che tendono maggiormente a spostarsi. Infatti, mentre l’85% dei dottori di ricerca che prima di iscriversi all’Università risiedeva nelle regioni del Nord Italia, al momento dell’intervista continuava a vivere nella stessa zona, questa percentuale scende di undici punti percentuali se prendiamo in considerazione i dottori di ricerca provenienti dal Sud.

Quel 26% di dottori di ricerca meridionali che decide di spostarsi predilige il Nord ed il Centro. I dottori provenienti dalle regioni centrali, invece, sono tanto propensi a spostarsi nel Nord Italia (lo fa il 6,7% di loro) quanto a trasferirsi all’estero (lo fa il 6,5% degli intervistati provenienti dal Centro).

Alessio Testa

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