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17 dicembre 2011

Lojacono, la memoria del ‘presidentissimo’

Ignazio Lojacono. Un nome scritto per sempre accanto a quello dei padri dello sport universitario italiano come Primo Nebiolo e Giuseppe Bottai. Un nome, quello del dirigente barese scomparso nel 2009, che per oltre sessanta degli 87 anni di vita ha retto il Centro universitario sportivo da lui fondato nel 1947 e che per trentotto, dal 1957 al marzo 1995, ha governato il sistema sportivo degli atenei italiani da presidente del CUSI.

La memoria del ‘presidentissimo’ meritava di essere racchiusa nel libro di Nicola Macina, presentato cinque giorni fa nel Salone degli Affreschi dell’università barese.

Classe 1922, figlio del primo sindaco democratico della città post fascista, tre lauree e un’infinità di riconoscimenti. Ex canottiere, medico chirurgo, farmacista e dottore in giurisprudenza, ha avuto il suo grande impegno sportivo prima col Barion, quando, nel 1936, nella nuova sede, ebbe inizio la sua attività di vogatore.

Una carriera abbastanza rapida visto che, oltre a remare, nel 1942 allenava un equipaggio dei Vigili del Fuoco per poi essere nominato direttore sportivo del canottaggio al Barion a soli vent’anni.

“Ignazio Lojacono. Un esempio da ricordare” apre le sue 226 nitide pagine ai ricordi, scrive Felice Laudadio dalle pagine di Repubblica, “di rappresentanti del mondo universitario e del management sportivo, di politici, amministratori, dirigenti, parenti, amici“. “Poco a poco – prosegue – cresce il ritratto di un uomo vero. Appassionato, coerente, lungimirante. Parsimonioso: il nonno che per una quindicina d’anni si è stabilizzato sulle 50mila lire ai nipoti, per compleanni e onomastici. All’inizio sembrava una gran cifra, col tempo meno, ma lui, fisso, fermo su quella somma. La sua borsa è stata sempre molto più stabile di Piazza Affari“.

Il ritratto di un uomo onesto, umano e modesto. “Attorno a lui fiorivano leggende – continua Laudadio, ricordando le parole del rettore del Politecnico Nicola Costantino – “fondate sulla realtà ed ingigantite dall’alone di autorità che lo circondava: i suoi successi nel canottaggio diventavano così di livello olimpico ed il numero delle sue lauree (già indubbiamente rilevante) nelle chiacchiere di spogliatoio lievitava ulteriormente a quattro, cinque, sei“.

Lojacono prima di andarsene fondò la Polisportiva Universitaria Barese, poi divenuto Cus nel 1947 che diresse con piglio organizzatore, propulsore e decisionista per 61 anni venendo definito “l’ambasciatore delle discipline sportive in tutto il mondo”.

A chi chiederà ‘chi era?‘ – conclude Laudadio – , nessuno risponderà mai: ‘c’sa r’cord’. Troppo alto per passare inosservato. Troppo grande per venire dimenticato.”

Claudio Capanni

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