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15 dicembre 2011

Recruiting Day o Recruiting Client?

All’inizio del mese di Novembre, l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna ha aperto ad alcune aziende di vario genere le proprie porte, permettendo ai propri studenti di poter consegnare loro un curriculum vita e sperando di essere abbastanza fortunati e competenti per meritarsi un lavoro.

Molte sono le aziende che hanno partecipato al Recruiting Day. L’occasione era ghiotta, molti sono gli studenti che hanno sperato in un bacio della fortuna che gli permetta di trovare un lavoro, che magari gli consenta di pagare gli studi (che comprendono tasse universitarie incredibilmente alte, a quanto pare non completamente in linea con i regolamenti, e affitti tutt’altro che economici). Le aule erano affollate e gli staff delle aziende si susseguivano senza perder tempo.

Anche io in quei giorni ho partecipato al Recruiting Day, armato dei miei curricula vitae e di tanta speranza. Come molti altri, ho ascoltato i vari elogi delle aziende, che promettevano facili assunzioni e stupendi lavori. Ho consegnato come gli altri, i curricula a tutti coloro che lo avessero accettato. Come gli altri, ho aspettato che una di quelle magnifiche aziende mi chiamasse e mi offrisse il lavoro tanto sperato.

Oggi ho ricevuto la chiamata di una delle aziende che hanno partecipato al Recruiting Day di Novembre. Pieno di speranza credevo mi avessero chiamato per entrare a far parte di quell’azienda. Lo scopo della chiamata non era questo; l’azienda (che per diritto di cronaca, organizza viaggi studio all’estero) aveva chiamato, me come tutti coloro che avevano consegnato il curriculum alla loro rappresentante e che rientravano nei criteri, per offrire uno dei loro viaggi studio. Durante la telefonata hanno elogiato i loro prodotti e la convenienza del prezzo dei loro pacchetti; ricordandomi sempre che la conoscenza delle lingue è fondamentale per il mondo del lavoro.

Mentre ascoltavo, mi sono reso conto che quelle giornate dove gli studenti ripongono qualche speranza per riuscire a trovare un lavoro, non sono altro che un’enorme pubblicità alle aziende, che cercano all’interno delle università nuovi clienti a cui vendere i loro prodotti.

Purtroppo il Recruiting Day è stato un’amara delusione per i ragazzi, sia allora sia oggi. Molte delle aziende che hanno partecipato, avevano l’unica ambizione di farsi una gran bella pubblicità. Elogiare il proprio prodotto, qualunque esso sia dal viaggio in treno alla catena di grandi magazzini, di fronte un pubblico di ragazzi, o meglio d’ipotetici clienti. Si sa che uno studente universitario fuori sede ricerca il risparmio ovunque, sarebbe stato sciocco da parte delle aziende lasciarsi sfuggire un bacino di attenzione tanto ampio. Il reclutamento dei possibili collaboratori è solo una scusa, o un aspetto secondario, di quello che si è rivelato, essere un giorno dedicato al reclutamento di nuovi clienti.

Vincenzo Gatta

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