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24 dicembre 2011

Repubblica Ceca: addio a Vaclav Havel

Commozione e rammarico per la morte di Vaclav HavelLa morte di Vaclav Havel, dopo una lunga malattia, ha prodotto profonda commozione in Repubblica Ceca e in tutto il mondo: considerato uno statista carismatico, oltre che uno dei più importanti scrittori e commediografi cechi, Havel ha lottato continuamente per difendere gli ideali di verità, non violenza e amore universale.

Nato in una famiglia benestante di Praga, Havel dovette soffrire sin da giovane le angherie del regime comunista cecoslovacco: escluso dal liceo, frequentò i corsi serali dell’Università Tecnica di Praga e trovò lavoro come macchinista in alcuni teatri della capitale. Qui, dopo aver completato gli studi di drammaturgia per corrispondenza, rappresentò le sue prime opere, tra cui La festa in giardino e il Largo Desolato, che lo resero celebre anche in Europa Occidentale.

La produzione artistica di Havel si caratterizza per il forte impegno politico e civile, che portarono spesso lo scrittore a scontrarsi con le autorità comuniste: dopo la dura repressione della Primavera di Praga, nel 1968, e la restaurazione di un regime dittatoriale, Havel iniziò la sua attività politica con la pubblicazione di Charta 77, un manifesto che rivendicava una serie di diritti politici e sociali. Da presidente del Forum Civico, dopo la Rivoluzione di Velluto del 1989 e il crollo del regime comunista, Havel fu eletto presidente della Cecoslovacchia; dopo essersi dimesso dalla sua carica, in seguito alla divisione del Paese in Repubblica Ceca e Slovacchia, Havel si ricandidò nuovamente e il 26 gennaio 1993 risultò eletto come primo presidente della Repubblica Ceca.

Per la capacità di raccontare, nelle sue opere teatrali, le sensazioni, le idee e i pensieri degli uomini sottoposti alle privazioni e alle menzogne dei regimi dittatoriali, Havel ricevette nel 1990 un dottorato ad honorem dall’Univerzita Karlova di Praga. In occasione della morte dello scrittore e statista, proprio l’Univerzita Karlova ha voluto esprimere, attraverso un comunicato ufficiale, il profondo rammarico della comunità accademica. “Tutta la vita di Vaclav Havel – si legge nel comunicato – ha incarnato i valori e gli ideali che egli ha professato pubblicamente: il suo impegno politico ha sempre espresso atteggiamenti di democrazia, umanità, coraggio, onestà e giustizia. Questi valori, che sono alla base della civiltà europea, sono diventati patrimonio di questa Università grazie anche al suo contributo personale nella lotta contro la dittatura. La Repubblica Ceca e il mondo intero hanno perso uomo prezioso, straordinario, eppure molto umile”.

Pasqualino Guidotti

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