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8 dicembre 2011

Statuto Università del Salento: una storia infinita

Sembrava giunta all’atto finale la vicenda dello statuto dell’università del Salento.

Il Miur invece, ancora una volta, ha respinto il documento evidenziando vizi procedurali in aperto contrasto con la normativa vigente.
In particolare, il punto nodale riguarda l’assetto didattico.

Il testo Gelmini prevede un ridimensionamento delle facoltà che devono essere raggruppate in dipartimenti, mentre nel caso dell’Uinsa sarebbero state attribuite alle facoltà funzioni illegitime. Sono state considerate non valide anche: la limitazione delle libertà (introdotta con la previsione dell’incompatibilità per alcuni membri del Consiglio di amministrazione), la farraginosità del funzionamento del Collegio di disciplina, l’inopportunità di istituire la figura del coordinatore amministrativo che non è prevista dall’ordinamento.

Si riaccende intanto la polemica all’interno dell’ateneo . Le sigle sindacali, infatti, ritengono che si sarebbe potuto evitare il respingimento se si fosse aperto un dialogo costruttivo, attraverso il quale arrivare ad un documento condiviso.

I sindacati hanno quindi attaccato gli organi decisionali dell’ateneo accusandoli di aver “congelato” lo statuto, operando scelte autoritarie e alla luce dei fatti controproducenti, dichiarando: “Con la minaccia del commissariamento si è praticamente ingessato il confronto ed è stata blindata la bozza di Statuto voluta solamente da qualcuno»

Secca la replica del rettore Laforgia:”«Prendiamo atto del rammarico dei sindacalisti e per ora possiamo dire che soltanto il tempo e la piena attuazione del nuovo Statuto potranno dire se la commissione e gli organi collegiali hanno fatto un buon lavoro e operato per il miglioramento della struttura complessiva dell’Università del Salento”.

Un vicenda, insomma, che ormai si configura come una storia infinita, una tragi-commedia dal finale incerto.

Vincenzo Amone

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