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2 dicembre 2011

Studenti fiorentini: “No ai rincari nel costo della mensa”

Gli studenti fiorentini hanno occupato la seduta del consiglio di amministrazione dell’Ardsu (Azienda Regione Diritto allo Studio) della regione Toscana per rivendicare il loro diritto allo studio e protestare contro l’aumento delle tariffe della mensa universitaria.

Sono molti anni che sentiamo parlare di proteste, cortei e manifestazioni di piazza. I giovani scendono per le strade per rivendicare i propri diritti. In quest’ultimo periodo abbiamo assistito a un rincaro delle rette universitarie, premiando non la qualità (le borse di studio dell’anno accademico scorso non sono ancora state distribuite) ma il censo.

Ieri cinquanta ragazzi appartenenti alle organizzazioni universitarie come Studenti di sinistra, Link Siena e Sinistra per hanno organizzato un presidio all’auditorium Santa Apollonia di Firenze, dove il cda dell’Ardsu discuteva sui nuovi costi della mensa.

La Regione impone all’Ardsu – sono le parole degli studenti – un pareggio di bilancio a spese degli studenti.

Come già successo in passato, l’Ardsu sceglie ancora una volta di adottare misure puramente manageriali, facendo ricadere sulla generalità degli studenti ulteriori costi e riduzioni dei servizi“.

Secondo i manifestanti è immotivata la scelta dell’aumento del costo di un pasto all’università, adottando nuovi criteri sulla base dell’indicatore Isee. Quello che contestano è il rincaro delle tariffe invece che il taglio degli sprechi, portando gli studenti a rimetterci di tasca propria, i quali anno dopo anno vedono i prezzi aumentare, con l’offerta dei servizi sempre uguale o peggio, ancora ridotta.

Questa fasciazione – hanno proseguito – è di fatto una tassazione indiretta con uno scopo ben preciso: guadagnare da un lato mediante l’aumento dei prezzi e dall’altro mediante la riduzione del servizio”.

Una situazione che gli studenti contestano a ben ragione, proponendo all’Ardsu di adottare ”un modello di diritto allo studio che abbia al centro dell’attenzione gli studenti”.

Danilo Ruberto

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