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17 dicembre 2011

Tumore ai polmoni: dalla ricerca, un passo avanti nella diagnosi

Un nuovo test molecolare frutto della collaborazione tra Università di Trento e Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari permetterà di classificare tutta la
vasta gamma di tumori polmonari e di capirli meglio. La notizia pubblicata con
rilievo su alcune prestigiose riviste scientifiche.Prima causa di morte nei Paesi industrializzati con oltre un milioni di morti ogni anno, il tumore ai polmoni colpisce ogni anno in Italia oltre 250mila persone con una media di 35mila morti all’anno. Ad esserne maggiormente colpiti sono gli uomini ma negli ultimi anni è aumentata anche l’incidenza sulla popolazione femminile in seguito all’incremento del fumo, prima causa di cancro al polmone.
Secondo le stime dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) un uomo ogni tre e una donna ogni quattro hanno infatti probabilità di ricevere una diagnosi di tumore nel corso della loro vita media (0-74 anni).

La diagnosi, passaggio fondamentale nella lotta contro il tumore al polmone, ha oggi unostrumento in più grazie ai progressi nella ricerca in campo biologico.

Si tratta di un nuovotest biomolecolare messo a punto dall’Unità di Anatomia patologica dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, in collaborazione con il Centro di Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento.

Caratteristica principale del nuovo tipo di test diagnostico è quella di permettere la classificazione di tumori polmonari non altrimenti identificabili con le metodologie tradizionali.

Un passo avanti significativo, che non è sfuggito agli addetti ai lavori. I risultati dell’attività di ricerca condotta in Trentino sono stati infatti pubblicati di recente dalla rivista American Journal of Clinical Pathology. Lo studio fa seguito ad un lavoro pubblicato dagli stessi autori a febbraio di quest’anno sulla prestigiosa rivista American Journal of Surgical Pathology,
che dimostrava come l’analisi quantitativa di microRNA, affiancata dalla più tradizionale analisi morfologica e istochimica delle biopsie tumorali, permetta una più accurata classificazione dei carcinomi polmonari più frequenti (distinti in “carcinomi a cellule squamose” e “adenocarcinomi”).

Il progetto è uno dei frutti dell’intensa interazione culturale che esiste tra il Laboratorio di Patologia Molecolare ed il CIBIO, ed è un felice esempio di come l’integrazione delle attività cliniche dell’Azienda provinciale per i Servizi sanitari con la ricerca di base promossa dall’Università di Trento possa portare a benefici in termini di aumento della qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini.

I responsabili del progetto e i dettagli dello studio:

Il progetto è stato coordinato da Mattia Barbareschi, responsabile del Laboratorio di
Patologia molecolare dell’Unità di Anatomia patologica dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, e da Michela Denti, responsabile del Laboratorio di Biologia e Biotecnologie dell’RNA del CIBIO.

Nei due studi sono state analizzate complessivamente quasi un centinaio di biopsie di tumori polmonari, presenti nella Trentino Biobank, una struttura dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari preposta alla raccolta e alla conservazione di materiale biologico umano a scopo di ricerca scientifica (vedi approfondimento).

Altre biopsie sono state ottenute anche grazie alla collaborazione con importanti istituzioni italiane, tra cui l’Istituto Tumori di Milano, le Università di Modena e di Torino, l’Ospedale Pneumologico Forlanini di Roma.

La realizzazione del progetto è stata garantita da un finanziamento da parte dall’Assessorato alla Salute e Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento.

Il tumore ai polmoni: la malattia, la diagnosi, la cura

Nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi decenni nel campo della cura dei tumori, l’aspettativa di vita per i pazienti di cancro al polmone rimane bassa.

Tuttavia, sonostate recentemente sviluppate promettenti terapie molecolari, che hanno efficacia differente per diversi tipi di tumori polmonari. Esistono infatti decine di tumori polmonari diversi con varie caratteristiche biomolecolari e cliniche, e ciascun tipo richiede una terapia specifica.

Per poterli curare al meglio la diagnosi deve essere più precisa possibile e sempre più spesso l’oncologo deve conoscere quali alterazioni molecolari sono presenti in ciascun tumore.

«Il test che abbiamo sviluppato – commenta il dottor Barbareschi – permette una più accurata classificazione dei tumori polmonari, da affiancare alla tradizionale attività diagnostica.

Questo fatto è particolarmente importante nella cura dei tumori polmonari poco differenziati, dove la diagnostica microscopica può avere dei limiti».
Sul versante della ricerca, Michela Denti, responsabile del laboratorio di Biologia e Biotecnologie dell’RNA del CIBIO, studia ormai da molti anni i microRNA: piccole molecole di RNA che agiscono come regolatori della sintesi proteica. Negli ultimi anni i microRNA hanno acquisito notorietà per essersi rivelati degli utilissimi biomarcatori, ovvero indicatori di specifici stati patologici.

«Il vantaggio dell’utilizzo dei microRNA come biomarcatori – spiega
la biologa Denti – risiede nella facilità e accuratezza con la quale possono essere misurati e nella loro estrema specificità: microRNA specifici si ritrovano enormemente aumentati o diminuiti in particolari malattie.

Inoltre, queste piccole molecole sono eccezionalmente stabili
ai trattamenti a cui sono normalmente soggette le biopsie, ad esempio la fissazione in formalina e l’inclusione in paraffina, a differenza di molecole di RNA più grandi quali le molecole di RNA messaggero».

L’importanza dei microRNA in medicina non è solo dovuta al loro crescente impiego nella diagnostica, ma anche alle recenti scoperte che dimostrano come controllando i livelli di specifici microRNA nel tumore si possa ridurre la crescita delle cellule tumorali.

Trentino Biobank

Trentino Biobank è una struttura della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento, co-finanziata dalla Fondazione Caritro. Trentino Biobank è situata presso il reparto di Anatomia Patologica dell’Ospedale S. Chiara di Trento.

Trentino Biobank è preposta alla raccolta e alla conservazione di materiale biologico umano a scopo di ricerca scientifica. I biomateriali conservati comprendendo frammenti di tessuti asportati chirurgicamente e campioni di sangue o altri liquidi biologici, quali urine, saliva,etc.

I biomateriali sono conservati sia in appositi sistemi di criopreservazione (freezer a -80° e tanks in azoto liquido) che in paraffina dopo fissazione formalinica.

Lo scopo di Trentino Biobank è di supportare la ricerca medico-scientifica fornendo agli istituti di ricerca campioni biologici di elevata qualità, accuratamente annotati, necessari allo svolgimento di indagini biomolecolari. Trentino Biobank garantisce che i campioni biologici sono raccolti e conservati con il consenso dei pazienti, nel rispetto delle norme etico –
giuridiche e con i più elevati standard tecnologici. Trentino Biobank garantisce inoltre elevati livelli di sicurezza nel trattamento dei dati sensibili dei pazienti donatori.

I campioni sono forniti agli istituti di ricerca solo nell’ambito di progetti di ricerca autorizzati da un Comitato etico.

Per maggior informazioni su Trentino Biobank: http://www.tissuebank.it/
Per maggior informazioni sul progetto e sui lavori pubblicati:
http://ajcp.ascpjournals.org/content/136/5/773.abstract
http://journals.lww.com/ajsp/Abstract/2011/02000/miR_205_Expression_Levels_in_Nonsmall_Cell_Lung.12.aspx

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