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21 dicembre 2011

UniBz: Parco tecnologico

Intorno al Parco tecnologico ha preso il via una discussione più ampia sullo sviluppo dell’Alto Adige nel prossimo futuro: in che direzione ci si deve incamminare? Nel corso degli ultimi quattro mesi la Libera Università di Bolzano ha incontrato 45 aziende ed istituzioni con l’obiettivo di mettere a fuoco in quali settori è possibile dare il via ad un processo di eccellenza nel settore della ricerca e dell’innovazione, forti di una massa critica. „L’Alto Adige può compiere dei passi avanti solo se puntiamo all’eccellenza“, ha detto il presidente degli imprenditori Stefan Pan nel corso del workshop che si è svolto ieri all’Università.Cosa può fare l’Università per il Parco tecnologico e, più in generale, per rafforzare la ricerca e l’innovazione in Alto Adige? Questo l’interrogativo affrontato dal gruppo di ricerca, guidato dal prof. Andrea Gasparella (coordinatore Günther Mathà) e composto da diversi professori, nel corso di una serie di incontri con aziende ed istituzioni altoatesine. Questo stesso interrogativo deve essere il punto di partenza di un processo innovativo che mira a definire la direzione della ricerca di base del Parco tecnologico dell’Alto Adige. Si tratta innanzitutto di conoscere gli attori già attivi nel campo della ricerca applicata, del trasferimento del sapere e dei servizi innovativi, e che si aspettano ora un’azione coordinata.

Nel corso del workshop è stato proposto un „campo di azione“ del Parco tecnologico, nel quale la ricerca di base, che deve essere portata avanti soprattutto dall’Università, sta al centro. A questa si aggiungono i servizi che il Parco tecnologico deve offrire agli stakeholder, a coloro che di fatto potranno trarre beneficio dalla ricerca e dall’innovazione che il Parco produrrà. Un futuro Parco tecnologico deve prevedere la fondazione di startups e l’insediamento di aziende che si occupano di tecnologia.

„Si tratta di definire chiaramente le competenze“ ha sottolineato a questo proposito il prof. Konrad Bergmeister, presidente della Libera Università di Bolzano. „Importante è inoltre chiedersi se gli indirizzi di ricerca emersi nel corso di questa indagine hanno senso nella prospettiva dello sviluppo e dell’innovazione di questo territorio“. Il workshop di ieri, che è stato una sorta di bilancio degli incontri avuti con le aziende, costituisce un primo passo pubblico in questo senso.

Oltre 150 persone hanno partecipato al workshop, tra cui: l’assessore Roberto Bizzo, il presidente del TIS Nikolaus Tribus, il presidente dell’Eurac Werner Stuflesser, il presidente della Camera di commercio Michl Ebner, il presidente della SEL Wolfram Sparber, il presidente del Südtiroler Bauernbund Leo Tiefenthaler, la direttrice della Federazione Latterie Alto Adige Annemarie Kaser, il direttore del Centro di sperimentazione agraria e forestale di Laimburg Michael Oberhuber, il direttore del BLS Ulrich Stofner e numerosi imprenditori.

In gennaio l’Università presenterà un’idea riguardo ai filoni di ricerca nei quali l’Alto Adige potrebbe raggiungere l’eccellenza. Questo piano di sviluppo potrebbe servire da base per le future decisioni politiche.

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