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6 dicembre 2011

Unile: Robot Solarino

Il primo robot italiano a energia solare per spiaggeSolarino è il primo robot mobile pulisci spiaggia del tutto autonomo ed alimentato a energia solare capace di muoversi su terreni sabbiosi sia asciutti che bagnati per operarne la pulizia.

Reduce da Ecomondo di Rimini, dove è stato annoverato tra le innovazioni tecnologiche dell’anno, Solarino, il simpatico robot pulisci spiaggia e terreni, che si muove col sole, ideato da Nitens é stato presentato in Puglia dall’1 al 3 dicembre nell’ambito della Fiera dell’Innovazione, che si é svolta nel Quartiere Fieristico di Galatina.

“Ora siamo lieti di presentarlo nell’ambito della Fiera dell’Innovazione, perché è nato nel Salento e ci auguriamo che inizi presto ad essere utilizzato sulle nostre splendide spiagge!”, affermano gli ingegneri di Nitens che hanno ideato il robot: Alessandro Deodati, Emiliano Petrachi, Giuseppe Vendramin, Rocco Galati e il tecnico Cosimo De Donno.

LE CARATTERISTICHE – Da qui l’idea di realizzare questo innovativo pulitore: «Abbiamo pensato ad un vagliatore automatico per terreni a grana fine, ovvero un robot in grado di muoversi autonomamente sulla spiaggia alimentato dall’energia solare. La marcia innovativa è rappresentata dalla formula alto rendimento-basso costo di produzione-bassi volumi di ingombro e ridotta massa totale dell’intero sistema. E’ importante sottolineare che Solarino presenta una bassissima frequenza di manutenzione, a fronte di un lungo lavoro di progettazione e messe a punto per renderlo completamente autonomo». Come funziona Solarino? «Il sistema è costituito da 4 pale vagliatrici rotanti opportunamente sagomate che realizzano il setacciamento della sabbia con la conseguente raccolta dei detriti di scarto. Tale sistema si trova a bordo di una base mobile libera di muoversi in un ambiente prestabilito. Inoltre il risparmio energetico è garantito dal cuore del sistema, un microcontrollore, che con l’ausilio di opportuni sensori è in grado di riconoscere ostacoli, minimizzare il percorso di lavoro ed evitare elevati assorbimenti di corrente che potrebbero essere causati, ad esempio, da un blocco accidentale del robot».

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