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10 dicembre 2011

Unisa incontra Fabio Volo

“Non ho iniziato tutto questo perchè avevo il fuoco sacro, ho iniziato perchè facevo un lavoro dove economicamente andava male, quindi ho lasciato tutto, avendo solo un piano, e solo una compagna la solitudine”

Con questo Fabio Volo incomincia il suo discorso, anzi il suo dialogo con gli studenti, e non solo, dell’Università degli Studi di Salerno accorsi in massa al Teatro di Ateneo per l’incontro.

Fabio Volo ha raccontato un pò di sè, della sua vita, dei suoi libri riuscendo a trattare vari argomenti, come il sesso dicendo che non deve essere un grande tabù, ma uno strumento, un mezzo di conoscenza verso quella persona, per capire il suo carattere.

Ha parlato del romanticismo, raccontando la sua esperienza da ragazzo, dove ha capito che essere romantici è bello ma non è tutto nella vita, aggiungendo poi che la cosa più bella nella vita è l’essere in imbarazzo ed i silenzi verso la donna che si ama.

Oltre a questi, gli argomenti principali di questo incontro sono stati due, la solitudine e la scelta di scrivere sotto un punto di vista femminile.

Sulla seconda ha fatto un discorso semplice, raccontando che questa cosa è stata casuale, perchè: ” Inizialmente la donna era solo una comparsa con la creazione del diario, il quale venendo trovato dal marito, quest’ultimo inizia un momento di crescita, conoscendo anche meglio la moglie”.

Volo racconta che come in tutti i suoi libri, lui parte con un’idea e scrive in maniera del tutto diversa. In questo libro il problema era il doppiaggio tra la crescita del marito e quella della moglie, decidendo poi di concentrarsi su quest’ultima, perchè nel percorso di crescita di ogni uomo è importante l’incontro con la parte femminile.

Altro argomento molto sentito è stato la solitudine, solitudine che è stata la sua peggior e migliore amica, solitudine essenziale per conoscere meglio noi stessi. Racconta infatti di questa solitudine che non riusciva a sopportare, che era una frustazione ma ” poi mi sono forzato, ad un certo punto non ho potuto più farne a meno” ora la definisce un qualcosa senza il quale non può vivere.

Ed è grazie a questa solitudine, che ha cominciato a leggere, che ha cominciato a diventare amico dei libri, dove in ogni storia si immaginava i personaggi, conosceva meglio gli autori, ma cosa più importante ha conosciuto sè stesso, Fabio Volo ha conosciuto Fabio Volo

Fabio Gioia

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