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11 dicembre 2011

Università di Zurigo: scintille tra professori svizzeri e tedeschi

La comunità accademica di Zurigo è divisa da scontri nazionaliLa Svizzera è storicamente un Paese di forte immigrazione: la stessa presenza di più comunità linguistiche e culturali, consolidatesi nei secoli, è ratificata in una Costituzione federale che stabilisce le regole di convivenza tra i vari cantoni. Il fenomeno migratorio, soprattutto negli anni recenti, ha coinvolto fasce di lavoratori sempre più qualificati, tra cui anche numerosi docenti universitari, attratti dalle condizioni economiche e dalle possibilità offerte dagli Atenei svizzeri.

L’Università di Zurigo, ad esempio, ha registrato negli anni una notevole presenza di professori tedeschi all’interno del proprio corpo docenti: alla fine del 2009, su un totale di 479 professori dell’Ateneo, ben 164 (il 34%) erano tedeschi. I rapporti tra le due comunità accademiche, culturalmente affini, non risultano però idilliaci: in particolare, i professori tedeschi sono stati accusati di avere creato una forte lobby che recluterebbe nuovi docenti in Germania, piuttosto che in Svizzera.

L’ultimo attrito tra le due comunità si è registrato la settimana scorsa, come riportato da un articolo comparso sul settimanale svizzero Sonntag: una professoressa tedesca della Facoltà di Teologia di Zurigo avrebbe augurato alla Svizzera un totale tracollo economico, per “porre fine alla sua arroganza”. L’episodio è stato riportato all’attenzione pubblica da un’altra docente (svizzera) dell’Ateneo di Zurigo, la professoressa Ursula Pia Jauch, che insegna Filosofia e Storia della cultura.

La professoressa Jauch sostiene che la collega tedesca, di cui non rivela il nome, avrebbe espresso il suo “augurio” durante un viaggio in treno, in seguito ad uno sgradevole episodio occorso ad una delle sue figlie: la ragazza era stata offesa verbalmente con un pesante insulto, Sauschwabenkind, ossia “figlia di una scrofa sveva”, volto a connotare in maniera negativa la sua provenienza tedesca. La gravità dell’insulto, come ha dichiarato la Jauch, non giustificherebbe, tuttavia, un’esternazione tanto terribile sul destino della Svizzera: per questo motivo, la stessa Jauch ha voluto prontamente denunciare ai giornali l’accaduto.

La tensione tra le due comunità accademiche, dunque, resta ancora alta: l’episodio, seppur di piccola entità, è sintomatico di un malessere che si respira all’interno dell’Università di Zurigo. L’impressione generale che si ricava dalla vicenda, inoltre, è estremamente negativa, considerato come i protagonisti dello scontro siano professori universitari, dai quali ci si aspetterebbe un confronto su questioni più elevate di un mero campanilismo.

Pasqualino Guidotti

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