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5 dicembre 2011

Universitari detenuti: incremento del 535%

Il progetto per i detenuti universitari procede a gonfie vele e rivela tutta la sua genuinità e validità. Dall’attivazione dell’iniziativa, circa sei anni fa, il progetto ad oggi registra un incremento del 535%! Si è passati da un primo anno (2005/2006) con 17 “timidi” iscritti a ben 91 studenti detenuti nel 2011!

Tali notizie arrivano dal Garante dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni, dall’Assessore Regionale alla Sicurezza ed Enti Locali Giuseppe Cangemi e dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Maria Claudia Di Paolo i quali, ad un incontro con i rappresentanti dell’Università la Sapienza, di Tor Vergata, Roma Tre e Tuscia, hanno esposto orgogliosamente numeri e risultati dell’onorevole iniziativa. All’incontro anche i detenuti iscritti ai diversi corsi di laurea.

Così dichiara il Garante dei detenuti Angiolo Marroni: “Quando, nel 2005, iniziammo il nostro lavoro, i detenuti iscritti all’Università erano solo 17 su oltre quattromila reclusi. Un dato insopportabile per chi, come me, ritiene che l’istruzione, la cultura e la formazione siano aspetti che non solo favoriscono l’affermazione di una cultura della legalità nelle carceri, ma sono anche in grado di incidere sul reinserimento sociale di quanti sono sottoposti a regime di detenzione, come sancito dalla Costituzione. L’analisi dei fabbisogni formativi e culturali dei detenuti evidenzia, infatti, una forte marginalità ed esclusione sociale legata alle poche opportunità di emancipazione, ai bassi livelli d’istruzione e di formazione e ad una scarsa abitudine al lavoro. Per questo abbiamo studiato il modo di migliorare questo indicatore e ci siamo messi al lavoro per agevolare quanti intendono utilizzare la detenzione per prepararsi ad un futuro diverso”.

L’iniziativa è stata possibile grazie ad un Accordo di Programma siglato con il CRUL (Conferenza dei Rettori delle Università del Lazio) che ha portato alla stipula successiva dei Protocolli d’intesa con i singoli atenei del Lazio. Degno di nota la nascita nel 2006 del progetto “Teledidattica – Università in carcere” che ha permesso di utilizzare un valido supporto telematico per l’e-learning per la formazione a distanza e la consultazione di una biblioteca multimediale a libero accesso. Una valida attività di tutoraggio non poteva mancare da parte dei docenti, sia di persona che in videoconferenza (lo stesso vale anche per gli esami da sostenere).

Un’iniziativa dunque di grande pregio e soprattutto un’apertura verso il mondo carcerario utile non solo alla successiva integrazione socio-lavorativa dei detenuti, ma anche un utile modo per accrescere la loro cultura e la loro istruzione e un’ottima opportunità affinché questi ultimi non perdano mai il contatto con il mondo e con il concetto di vita propriamente detto. Così afferma il Provveditore Maria Claudia Di Paolo : “… Agevolare questo percorso vuol dire garantire la piena tutela del diritto all’istruzione, uno dei più violati in carcere, che invece è patrimonio di tutti, indipendentemente dalle condizioni in cui ciascuno si trova”.

Pasqualina Scalea

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