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3 gennaio 2012

Addio all’infertilità maschile

L’ Università di Munster in Germania e l’Università Ben Gurion in Israele collaborano ormai da tempo in un importante ricerca per il genere umano: trovare il modo per dire definitivamente addio alla sterilità maschile, problema sempre più diffuso in tutto il mondo.
L’intento è quello di creare, in laboratorio, sperma artificiale non danneggiato.

Ormai si è ad un passo dal successo: la sperimentazione è avvenuta con esiti positivi su cavie di topi e, come afferma Mahmoud Huleihel, professore a Beersheba “se tutto ciò può avvenire in un mammifero come il topo, può avvenire anche sugli esseri umani”.

Questo liquido seminale, riprodotto in coltura, deriva da tessuti estratti direttamente dai testicoli dell’uomo: il professor Huleihel spiega che l’operazione potrà essere possibile “estraendo del tessuto contenente le cellule spermatogeniche dai testicoli umani e stimolando la produzione di sperma in laboratorio”.
In poche parole, si cerca di costruire una sorta di testicolo artificiale che è in grado di riprodurre materiale seminale vivente e pienamente operativo.

Per il momento la sperimentazione sulle cavie sta portando grandi soddisfazioni: il Daily Telegraph scrive che per ora si è riusciti a “produrre sperma vivo che poteva essere usato per creare un piccolo topo”.
Dire che lo sperma era vivo, vitale significa affermare che non era “geneticamente danneggiato”: è difatti il danneggiamento genetico a preoccupare principalmente il team di ricerca.

Ora si è sul punto di tentare anche la sperimentazione umana: l’idea è di utilizzare un topo come “ospite” delle cellule seminali umane e “dimostrare che non finiscano per esserci cellule di topo nello sperma estratto” cioè, in altre parole, che lo sperma non è geneticamente danneggiato.

I ricercatori sono fiduciosi e assicurano che, molto probabilmente, a breve un uomo infertile non dovrà più necessariamente rinunciare a diventare padre naturale.

Giuseppina Iervolino

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