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23 gennaio 2012

Antonio Salvi è il nuovo preside di Economia LUM JEAN MONNET

Antonio Salvi
Antonio Salvi

Antonio Salvi

Antonio Salvi è il nuovo preside della facoltà di Economia della Lum Jean Monnet.

Succede ad Antonello Garzoni, in carica dal 2009, a cui il Consiglio di amministrazione della Lum Jean Monnet ha affidato il ruolo di Prorettore all’internazionalizzazione e allo sviluppo.

Ricercatore Bocconi fino al 2006, Salvi ha ricoperto il ruolo di Associato all’Ecole de Management di Lione fino al 2010. Dal novembre 2010 è Ordinario di finanza aziendale presso la LUM Jean Monnet. Antonio Salvi è autore di pubblicazioni internazionali in tema di finanza aziendale e di manuali ampiamente diffusi nelle principali Università e business school italiane ed europee e in Bocconi ha ricoperto il ruolo di direttore Osservatorio M&A Bocconi e di direttore Master in Corporate Finance SDA Bocconi School of Management. Recentemente ha assunto la guida dell’osservatorio Mercato dei Beni dell’Arte NOMISmA-LUM.

«La facoltà di Economia della LUM è rapidamente cresciuta – spiega Antonio Salviottenendo importanti risultati. L’elevata qualità dei docenti, attirati in Puglia dalle migliori università nazionali ed estere, ha trovato immediato riflesso nella ricerca e nella didattica. La consapevolezza degli enormi progressi realizzati dalla LUM è ben presente nei nostri studenti, i quali mostrano grande apprezzamento verso gli sforzi finora effettuati in tale direzione. Il futuro ci vedrà ancor più impegnati sull’obiettivo di un ulteriore rafforzamento quali-quantitativo della docenza e della preparazione dei nostri studenti».

Ad Antonello Garzoni dunque, preside uscente e professore ordinario di Economia Aziendale, il Cda della Lum Jean Monnet ha affidato il ruolo di Prorettore all’internazionalizzazione e allo sviluppo.

«La LUM è oggi una realtà dinamica che pensa in grande – dice Garzonie si vede proiettata nei mercati internazionali. In questo contesto, la LUM ha avviato un percorso di partnership con alcune importanti università nei Balcani, in Russia e in America Latina. Occorre ora razionalizzare questo disegno di crescita, espandere le partnership verso nuove aree geografiche e favorire lo sviluppo di una cultura internazionale nei nostri studenti e nella faculty».

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