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31 gennaio 2012

Cresce il divario tra le università pubbliche del Sud e del Nord

In seguito alla diffusione dei dati sul Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) stabiliti dal vecchio governo è scoppiata la polemica sulla “quota premiale” del fondo, la quale prevede premi e penalizzazioni per gli atenei “virtuosi” e “non virtuosi”.

In una lettera collettiva indirizzata a viale Trastevere, i rettori di Basilicata, Molise e Puglia esprimono tutto il loro dissenso nei confronti dei criteri poco equi per l’assegnazione dei fondi universitari.

Difatti, da tale assegnazione emerge un netto divario tra le università del Sud e del Nord, quantificabile in un rapporto che va da 2 a 23.

Secondo i rettori “il fondo assegnato dal ministero presenta differenze e sperequazioni assolutamente ingiustificabili”.
Inoltre, aggiungono che gli atenei che ricevono una quota maggiore di Ffo sono virtuosi proprio grazie a ciò, con più fondi lavorano meglio e danno risultati migliori, proprio perché più ricchi in partenza.

A detta del rettore dell’ Univeristà del Salento, Laforgia, tali differenze stanno mettendo in discussione l’intero sistema universitario. Nel caso della didattica, tanto per citare un esempio, si va a premiare la facilità nel superare un esame e non la qualità della formazione che gli studenti ricevono.

A tutto ciò si aggiungono i differenti livelli di tassazione e i contribuiti offerti alle università dagli enti pubblici territoriali. È fatto ovvio che al Nord enti locali e fondazioni bancarie sono più ricche, di conseguenza lo saranno anche le università a loro limitrofe.

In vista di ciò i rettori chiedono al ministro Profumo di eliminare tali disuguaglianze, imparando dagli errori del passato ed istituendo dei nuovi criteri più equi. Nello specifico, reclamano l’introduzione di contributi standard per ogni studente e la sospensione della “quota premiale” del Ffo per l’anno 2012, con la speranza di eliminare il gap tra Nord e Sud.

Teresa Sacco

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