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23 gennaio 2012

Crescono i campus universitari stranieri in Asia

In forte aumento i campus di università straniere in AsiaI paesi asiatici stanno registrando una forte presenza di campus universitari stranieri: a rivelarlo è uno studio dell’Observatory on Borderless Higher Education (OBHE), un centro di ricerca inglese che si occupa di problematiche legate all’istruzione superiore.

“La presenza di campus stranieri nel Medio Oriente, una volte notevole, è diminuita di molto – afferma William Lawton, direttore dell’OBHE – mentre in Asia è in forte crescita.” Tra i vari Paesi asiatici che ospitano campus di università straniere, la crescita maggiore si è registrata in Cina, dove in due anni i campus stranieri sono passati da 10 a 17. Al secondo posto troviamo Singapore, che al 2011 ospitava 18 campus stranieri contro i 12 del 2009.

Nel complesso, lo studio dell’OBHE ha registrato nel 2011 la presenza in Asia di 200 campus internazionali a fronte di soli 82 nel 2006: inoltre, nei prossimi due anni è prevista l’apertura di altri 37 campus stranieri, principalmente di università inglesi e americane. “La scelta di molte università occidentali di aprire un proprio campus in Asia, piuttosto che in Medio Oriente o in Africa – spiega Lawton – nasce dal sostegno economico dei paesi ospitanti. In Cina, Singapore e Malesia, i governi hanno deciso di accollarsi i costi per la realizzazione dei campus, incentivando l’arrivo delle università straniere.”

Le università americane mantengono il primato per numero di campus aperti in Asia ma la crescita più rapida si è registrata per le università di Francia e Regno Unito: mentre i francesi hanno aperto ben 12 nuove filiali dell’ESMOD International Fashion University, gli inglesi hanno intensificato la loro presenza nel continente asiatico con ben 25 campus internazionali.

Pasqualino Guidotti

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