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27 gennaio 2012

Gli indignati bolognesi non allentano la presa: “Siamo pronti a ricevere Napolitano”

Una pergamena di laurea in «manovre lacrime e sangue»: è già bell’e pronta in mano agli indignati bolognesi di Occupy Unibo, che attendono solo che Giorgio Napolitano arrivi in città.
Il 30 gennaio infatti il Presidente della Repubblica riceverà la Laurea honoris causa in Relazioni Internazionali, conferitagli dall’Alma Mater di Bologna, durante la cerimonia d’apertura del nuovo anno accademico che si terrà nell’aula magna di Santa Lucia.

Ma quella mattina l’appuntamento per gli indignati è in Piazza Verdi alle nove del mattino, mentre gli ex Draghi Ribelli (centro sociale Tpo e collettivo Sadir) si troveranno alle undici all’angolo tra via Castiglione e via Cartoleria.

Nel frattempo, si sta combattendo per le strade della città una vera e propria lotta di e alle scritte sui muri: compaiono di notte, la mattina vengono prontamente ricoperte e cancellate, la notte dopo ritornano. Sono tutte frasi, in genere in bomboletta nera, che invitano (con toni più o meno accesi) i colleghi studenti a scendere in piazza lunedì 30, per portare a Napolitano la “vera” laurea, quella della crisi.
In zona universitaria sono anche comparse delle finte pergamene, intestate a “Joe Napolitano”, che viene anche ritratto con un tocco in testa.

Risale inoltre a poche notti fa la denuncia da parte della Digos a carico di tre giovani tra i 20 e i 23, sorpresi dalla polizia a scrivere frasi contro l’arrivo di Napolitano in Strada Maggiore. L’accusa è di imbrattamento e danneggiamento, aggravata dal fatto che i tre erano già noti alle forze dell’ordine.

Il sindaco Virginio Merola non si abbatte, anzi trova la visita del Presidente come un’ottima occasione «per fare un po’ di pulizia», almeno nel centro cittadino.
D’altronde, gli ospiti d’onore annunciati si stanno facendo numerosi: dopo il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, già prefetto di Bologna, sembra essere atteso anche il ministro all’Istruzione Francesco Profumo.

Il clima in città è teso, come sempre alla vigilia di una tempesta annunciata; gli indignati rimangono fermi sulle loro posizioni: «le corone d’alloro in testa non cambieranno le nostre vite», commenta il collettivo Sadir.

Ma c’è anche chi suggerisce di trasformare questo scontro in un incontro, non solo tra idee diverse ma anche tra due generazioni distanti che pure si trovano a condividere lo stesso momento storico, la stessa crisi, come Aldo Bacchiocchi che dalle pagine del Resto del Carlino pare rassicurarci: «Napolitano offre sempre opportunità per capire meglio il passato e orientarsi per il futuro che ci coinvolge».

Francesca Corno

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