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6 gennaio 2012

I distretti industriali

Nel presente lavoro si analizzano le iniziative imprenditoriali nate negli ultimi anni, specialmente nel Mezzogiorno, per capire se tra queste si possa annoverare qualche distretto industriale.

Nel primo capitolo si fanno delle considerazioni generali sul modello astratto di funzionamento del distretto industriale marshalliano così come riportato nella letteratura più recente di Becattini, Brusco, Garofoli, Bàculo e Viesti. In Italia, esso rappresenta lo strumento per capire il particolare modello di sviluppo seguito spontaneamente dal nostro paese negli ultimi trent’anni. Giacomo Becattini e Sebastiano Brusco, in particolare, partendo dalle realtà industriali a loro più vicine (Prato, in Toscana, e l’Emilia Romagna) hanno analizzato parecchi aspetti del funzionamento e della organizzazione del distretto industriale. Nei primi paragrafi di questo lavoro, pertanto, si illustrano le dinamiche proprie di qualsiasi distretto: la concorrenza e la cooperazione tra sub-fornitori, la presenza ed il ruolo delle imprese finali, l’importanza del contesto sociale e culturale in cui le imprese si trovano ad operare, la elevata mobilità della forza lavoro, e la capillare divisione delle mansioni tra unità produttive diverse, in modo da considerare le imprese del distretto come tanti reparti separati di un’unica impresa. Sulla base di alcune suggestioni dello stesso Becattini, si pongono in evidenza gli ultimi sentieri di ricerca che attingono a piene mani da materie apparentemente lontane, come la fisiologia del cervello o la psicologia.

 

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