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23 gennaio 2012

Il teatro incontra l’arte

La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma riapre al pubblico monumenti normalmente “invisibili” quali l’Oratorio dei Quaranta Martiri nel Foro Romano e la Casa di Livia sul Palatino.L’iniziativa promossa dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma “monumenti invisibili” invita il pubblico a visitare l’Oratorio dei quaranta martiri e la Casa di Livia, situati all’interno delle aree archeologiche del Foro Romano e del Palatino.

L’evento, che si svolgerà dal 16 gennaio al 15 febbraio 2012, propone ai visitatori un interessante itinerario che porterà alla scoperta di luoghi normalmente chiusi al pubblico: partendo dall’Oratorio dei quaranta martiri, sorto in rapporto alla trasformazione della chiesa di Santa Maria Antiqua

e in concomitanza alla cristianizzazione dell’antichissimo culto della ninfa Giuturna nella vicina sorgente, il visitatore potrà
osservare uno straordinario ambiente a pianta quadrangolare che conserva ancora sul muro di destra un affresco con Sant’Antonio eremita e il pavimento di frammenti in marmo d’epoca medievale, ricavato da un edificio di età traianea.

La grande pittura, databile all’VIII secolo, che orna l’abside, esalta la devozione dei soldati condannati a morire nelle acque gelide di un lago in Armenia durante la persecuzione di Diocleziano, e proprio in questo suggestivo contesto si assisterà alla performance di un attore della

Compagnia Reale che reciterà un brano tratto dall’Apologeticum di Tertulliano sul significato e l’importanza del martirio.

Proseguendo la visita, si giunge alle pendici del colle Palatino dove, grazie al lavoro di molti archeologi che nelle varie epoche hanno riportato alle luce importanti testimonianze sul costante rinnovamento di questo luogo, si potrà visitare la casa d’età tardorepubblicana (75-50 a.C.) dell’imperatrice Livia, incassata nel tufo del colle Palatino, situata a nord di quella del consorte Augusto.

Entrando nalla dimora, attraverso un corridoio in pendenza, si accede ad un atrio forse riparato da una tettoia sorretta da due pilastri e pavimentato, come l’intera abitazione, da un semplice mosaico.

Questo piccolo cortile si presentava come luogo di meditazione e ristoro, situato di fronte al triclinium, piccola sala da pranzo, e a un tablinium, sala di ricevimento, fiancheggiato da altre due stanze a sud-est.

Al livello superiore, visibile dall’atrio originario e dall’esterno, sorgono alcune stanze e locali di servizio, i cui affreschi di rara bellezza sono ora situati all’interno del Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo alle Terme .

Lo spettatore, immerso nello splendore di questo luogo, potrà assistere all’interpretazione di un brano tratto da “Giulio Cesare” di W. Shakespeare, che sottolinea il delicato momento scaturito dalla morte di Cesare e che porterà la Repubblica verso il nuovo governo di Ottaviano Augusto.

Le visite guidate arricchite dalle performances degli attori, sia in lingua inglese che italiana, sono prenotabili presso la biglietteria del Foro Romano con l’acquisto del biglietto d’ingresso, offrendo inoltre al pubblico la possibilità di visitare il Colosseo.

Silvia Pellegrino

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