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24 gennaio 2012

L’odissea della laurea per Napolitano

Già si sono diffusi ovunque in città i promemoria in bomboletta nera: “30/01 Contestiamo Napolitano”, firmato: Occupy Unibo.
Ma si decideranno solo martedì, in un’assemblea aperta al pubblico, le modalità della contestazione che il movimento bolognese sta organizzando contro la consegna della Laurea honoris causa al Presidente della Repubblica, che avrà luogo il 30 gennaio a Bologna.

Dalle parole si passa all’azione: già a dicembre era serpeggiata l’idea di una manifestazione, ma ora ci si è decisi per le maniere forti. All’annuncio dell’Alma Mater riguardo l’esaurimento dei posti per presenziare alla cerimonia – coincidente con l’apertura dell’anno accademico – che sembra far presagire un incontro blindato, Occupy Unibo risponde aspramente: «Anche se ci vogliono lasciare fuori, noi entreremo lo stesso». Perché Napolitano «fa parte del problema», afferma uno dei ragazzi che partecipano al movimento, non è possibile sostenerlo perché non è lui a sostenere gli studenti e i più deboli, categorie che sempre più vengono a coincidere nell’Italia della crisi: è questo che cercano di comunicare i giovani protestanti, che si sono sentiti definitivamente abbandonati quando il Presidente decise di firmare la legge Gelmini.

Anzi, già l’anno scorso gli indignados bolognesi e i collettivi studenteschi avevano fatto sentire la loro voce contro la riforma: con un corteo che invase l’autostrada A14 obbligarono il Magnifico Rettore Ivano Dionigi a cancellare la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, iniziato in ritardo per lo sciopero dei ricercatori che si protrasse fino agli inizi dell’ottobre 2010.

Nel frattempo, l’Alma Mater si organizza per l’evento: si vocifera la collocazione due maxi schermi in Sala Borsa e nell’Archiginnasio, in piazza Galvani, in modo da permettere a più gente possibile di seguire l’evento e soprattutto la lectio magistralis, che sarà poi probabilmente trasmessa anche in streaming.
E per non farsi mancar nulla, presenzierà alla cerimonia anche Anna Maria Cancellieri, già prefetto di Bologna e ora ministro dell’Interno.

Francesca Corno

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