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17 gennaio 2012

L’università dell’Insubria e di Zakho si alleano con l’ateneo Varesino-Comasco

Giovedì 12 gennaio è stato firmato l’accordo di collaborazione tra la giovane università di Zakho e dell’Insubria con l’ Università di Varese. Zakho è una citta di 190 mila abitanti, situata al nord dell’Iraq che nel recente 2010 ha visto la nascita di un ateneo autonomo. Conta infatti solamente due facoltà, quella di Scienze e quella di Lettere e filosofia, nella quale è compreso anche il dipartimento delle Banche e del Commercio.

Si tratta di una piccola regione indipendente che ha già preso contatti con altri paesi europei e che ora è interessata all’Italia, e ancor più alla Lombardia, che ha già rapporti economico-comerciali con la regione.

L’obiettivo del pro-rettore, delegato agli affari esteri, professor Omar A.M. Al-Habib, è quello di puntare ad un ingrandimento della sede per far fronte in maniera efficiente alla sempre crescente domanda d’istruzione superiore del Paese.

Il docente Marco Scaroglia , ha afferma infatti che: ” Grazie all’accordo sottoscritto in tempi brevissimi ospiteremo due dottorandi dell’Università di Zakho che termineranno i loro studi proprio qui a Varese e non escludo che in futuro saremo noi docenti a recarci in Kurdistan Iracheno per insegnare”.

Scaroglia , del resto , ha incentivato già rapporti ed iniziative internazionali per le università irachene. La scorsa estate, di fatto, la Regione Lombardia, la Camera di Commercio di Milano e l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) sono stati promotori nel mese di giugno di incontri a Erbil, aperti a ricercatori e imprenditori lombardi.

L’Italia non si sottrae dunque a scambi culturali. Anche nel mese di luglio era stato a Varese il professor Majid Al-Gelawi, insegnante di Biotecnologia all`Università di Nahrein, a Bagdad. Ospite del professor Antonio Toniolo, ordinario di Microbiologia Medica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, il professor Al Gelawi era rimasto nel nostro paese per qualche tempo per aggiornare le proprie competenze nell’ambito della Microbiologia.

Insomma, accordi iracheni che non riguardano armi, conflitti e distruzioni sono sempre ben accetti, e sempre più numerosi.

Angela Leone

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