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12 gennaio 2012

L’università di Perugia chiude i battenti?

È una notizia che fa tremare il mondo dell’istruzione, l’Università di Perugia è a rischio chiusura. Tagli ai fondi e spese sostenute dal comune e dalla provincia umbra rischiano di alterare l’immagine positiva di una città che fa della cultura una delle sue più grandi peculiarità.

Ora tutto il sistemo economico e sociale sembra collassare ed un aiuto “dall’alto” sembra l’unica speranza residua. La gravità della situazione è evidente: “Se cade l’Università, cade anche il sistema produttivo locale”.

Queste le parole di Tommaso Bori, il consigliere comunale del Pd con delega alle Politiche per lo Studio, che ha voluto con ciò evidenziare il rischio che potrebbe derivare sul destino degli atenei di Perugia.

È proprio così, il capoluogo umbro senza i suoi studenti, i suoi colori, senza tutto ciò che l’ha resa una delle mete universitarie più ambite dai giovani per la sua storia e professionalità offerta, non sarebbe lo stesso.

Il peso degli interventi politici ora è davvero gravoso, facoltà ed istituti non riescono a garantire gli stipendi per chi ci lavora e di conseguenza non possono assicurare le agevolazioni -come le borse di studio- a coloro che più di tutti risentono di questa tragedia in atto: i soliti poveri studenti!

La città macchiata anche dalla vicenda dell’uccisione di Meredith sembra vagare in un profondo oblio: voci ed etichette affibbiate non giovano di certo e diffondono una percezione negativa del territorio che, chi ben conosce, sa perfettamente di non emanare.

Alessandro Gabrielli

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