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22 gennaio 2012

L’uso della forza nei confronti degli stati che sponsorizzano il terrorismo

Sebbene il terrore sia stato impiegato sin da epoche remote quale mezzo di lotta politica e quale strumento di governo, è intorno alla metà degli anni ottanta che si assiste, soprattutto nell’area mediorientale, alla nascita di un nuovo fenomeno, lo Stato “sponsor” del terrorismo internazionale.
Il terrorismo si trasforma da una guerriglia antiebraica dei palestinesi, in una sorta di guerra “globale” contro l’Occidente e contro gli interessi ovunque si trovino, dell’ “imperialismo” e del “sionismo”.

Lo strapotere militare di Israele e delle potenze occidentali rendeva difficile se non impossibile la lotta politico-religiosa degli Stati teocratici islamiti, cosicché divenne decisamente preferibile armare la mano dei terroristi.

Il terrorismo era infatti assolutamente più vantaggioso di un aperto scontro militare; era una sorta di “rappresaglia nascosta”, che consentiva di colpire il nemico eludendo nella più gran parte dei casi le proprie responsabilità; utilizzando una frase del generale Clausewitz, il terrorismo sponsorizzato da uno Stato “è la continuazione di una guerra con altri mezzi”.

Ai presenti fini, nel capitolo I, affronteremo il problema della definizione legale di terrorismo; definizione che costituisce un perno centrale della ricerca, perché, oltre a porre un freno all’abuso del termine attualmente in corso, è di fondamentale importanza per la distinzione di un atto criminale o di una organizzazione come terroristica o meno.

Nel capitolo II cercheremo di delineare quali sono gli obblighi internazionali posti a carico degli Stati in materia di terrorismo, e
soprattutto quando un’attività terroristica sia imputabile ad uno Stato.
Nel capitolo III ci si occuperà del sistema di sicurezza previsto dal diritto internazionale, analizzando, alla luce della prassi recente, la possibilità di giustificare l’uso della forza contro lo Stato sponsor sulla base della legittima difesa.

Nei capitoli IV e V, infine, ci preoccuperemo di valutare la legittimità delle guerre in Afghanistan e Iraq secondo i requisiti richiesti dal diritto internazionale, tenendone in considerazione i suoi possibili sviluppi futuri.

AUTORE: Gabriele Olivi

UNIVERSITA’: Università degli Studi di Firenze

CORSO DI LAUREA: Tesi in Diritto Internazionale

ANNO ACCADEMICO: 2002/2003

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