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31 gennaio 2012

Ministro Profumo lascia la presidenza del Cnr, Clini si dimette dallo Science Park

Il tema del conflitto d’interessi è stato uno dei più dibattuti e d’attualità nei quasi vent’anni di attività politica di Silvio Berlusconi. Quello dell’ex premier è sempre stato il caso più eclatante, e forse di maggior gravità, di conflitto d’interessi, al quale per troppo tempo non si è riusciti a porre una vera e propria soluzione (o non si è voluto farlo).

Ricordiamo che, a norma di legge, chi ricopre incarichi istituzionali è impossibilitato a ricoprire contemporaneamente incarichi pubblici. Ma in Italia purtroppo i casi di conflitti d’interesse sono numerosi ed ora ne è stato toccato anche il “sobrio” governo Monti: il ministro dell’Istuzione Francesco Profumo e quello dell’Ambiente Corrado Clini ricoprivano anch’essi incarichi in due enti pubblici, da cui si sono dimessi dopo settimane di polemiche.

Profumo e Clini al momento della nomina ministeriale erano rispettivamente presidente del CNR e presidente dell’Area Science Park di Trieste, incarichi dai quali si erano inizialmente autosospesi. “La scelta di autosospendermi e di non dimettermi immediatamente”, ha spiegato il ministro Profumo, “aveva la sola finalità di preservare la continuità di azione del Cnr, in una fase particolarmente delicata, evitando in quel momento uno stallo amministrativo che avrebbe rischiato di pregiudicare il processo avviato”.

Poche settimane fa, però, in sede politica sono stati sollevati dubbi sull’effettive motivazioni delle mancate dimissioni da parte dei due ministri e l’Antitrust aveva anche aperto un dossier in merito. La vicenda agli occhi dei giornalisti e dell’opinione pubblica è apparsa, anche senza voler fare dietrologia, come una stonatura in un periodo come quello che stiamo vivendo. Ancor più ora che sono usciti nuovi allarmanti dati circa la disoccupazione giovanile.

E alla fine le dimissioni dai doppi incarichi sono arrivate. “Mi dimetto dalla carica di presidente del Consiglio nazionale delle ricerche – le ulteriori dichiarazioni di Profumo – per ottemperanza agli obblighi di legge, rispetto delle istituzioni e senso di responsabilità nei confronti del Governo e dello stesso Cnr, dal quale peraltro mi sono immediatamente autosospeso”.

Mentre decisamente più rammaricato è apparso il ministro Clini che ha precisato come sia “evidente che la mia posizione attuale di ministro non presenta alcun profilo di conflitto di interessi, e ritengo che la mia decisione ‘autosospendermi’ dall’esercizio delle funzioni di presidente corrisponda a quanto richiesto dalla legge.”

Un gesto che, comunque la si pensi, in un Paese come il nostro non può passare inosservato.

Arturo Catenacci

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