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Napolitano si laurea discutendo una tesi sulla politica

Redazione Controcampus 31 Gennaio 2012
R. C.
21/05/2022

Sulle prime pagine di tutti i giornali si legge della cerimonia di conferimento della laurea ad honorem, in Relazioni internazionali e diplomatiche, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, svoltasi ieri all’UniBo.



Così l’Alma Mater Studiorum ha anche inaugurato il 924esimo anno accademico, mentre fuori imperversavano contestazioni e scontri.

Il Presidente ha pronunciato un lungo discorso dedicato al senso e alla necessità della politica e dei partiti come forze democratiche imprescindibili, ravvisando nell’impegno riformista e nelle proiezioni in sede europea le sfide per un futuro di speranza. Sui tafferugli poche parole: “un commento sulle uova e sugli accendini non mi pare di doverlo fare. Le manifestazioni di dissenso e di protesta, se sono motivate e se si esprimono correttamente possono essere prese in attenta considerazione. Altrimenti no.”

Eppure viene da chiedersi se è possibile interpretare le grida di indignazione, stonate, perché fuori dal coro ufficiale; e se è plausibile ipotizzare che il loro divenire echi senza interlocutori le abbia trasformate poi in colpevoli ed irose forzature emotive: il dirompere dell’impotenza nell’impossibilità di farsi ascoltare.

È vero che Napolitano ha sempre dato attenzione ai giovani e alla loro sorte, arrivando persino a definire “una sua personale angoscia l’ansia e la preoccupazione con la quale i giovani guardano oggi al loro futuro”, ed è vero anche che alla sua azione politica dobbiamo molto come cittadine come cittadini; eppure, nelle sue parole, sempre sobrie, concrete e tolleranti, studenti e studentesse percepiscono – potrebbe dirsi paradossalmente, ma tant’é – poco senso della realtà, o meglio, nei suoi discorsi di vicinanza e compartecipazione alle vicende umane di questo Paese si odono parole auliche, simbolicamente nobili, ma forse ormai poco aderenti alla realtà ed alla scommessa del futuro. In nome di questa consapevolezza studenti e studentesse chiedono ascolto contro il vuoto e la perversione della politica partitica, per darsi parole nuove; perché quelle parole giungano a chi prende le decisioni; per avere speranze.

Prendendo in considerazione quanto detto e quanto fatto da Napolitano, non può non essere chiaro il primato ch’egli attribuisce alle istituzioni ed al loro funzionamento, eppure qualcosa non funziona e evidentemente non basta affidarsi all’ideale dell’autoriforma dei partiti, come lo stesso Presidente l’ha definita: “i partiti possono conoscere periodi di involuzione e decadenza, perdendo tra l’altro il senso del limite, ma non vi è alternativa al loro autorinnovarsi”.

Allora viene da chidersi anche: davvero non è possibile descrivere diversamente la realtà, accettando che molti sogni, “ideali” li ha definiti Napolitano, di una certa politica che ha fatto molti danni, sono falliti? E non è possibile spingersi oltre, fino ad analizzare quanto è andato storto e pensare a nuove vie, già a partire da nuove definizioni, senza ricadere in circoli viziosi? Stiamo assistendo al crollo del sistema, fatto collassare dalla finanza e dal mercato imperanti, nonostante ciò si continua con recidiva a tentare di risanarlo puntando poste sempre più alte – come la costante deregulation – per avere la parvenza di “salvare” nell’immediato il benessere sociale, condannando così per sempre le generazioni future ad un baratro già sperimentato che sarà anche peggiore, perché saranno state sprecate tutte le risorse. Allora, davvero è impossibile immaginare di dismettere questo sistema trovando idee, parole, azioni nuove, simboliche, “sovversive” perché sorgive di risonanze inedite?

Con semplicità, la prima “parola” che può cambiare il rapporto con la realtà è racchiusa nella consapevolezza che POLITICA E POTERE NON SONO LA STESSA COSA. La confusione c’è perché le logiche del potere cercano sempre di insinuarsi nei rapporti umani e la politica nasce proprio per strappare la libertà e la voglia di partecipazione alla macchina del potere che è miraggio cieco, anonimo, neutro, meccanico. Occorre allora aprire gli occhi davanti all’evidenza: la politica è di tutti ed è l’esserci in prima persona, è il partecipare liberamente secondo i propri desideri alla convivenza collettiva. Solo questo strappa libertà al potere a favore dello spazio della vita.

Un’altra “parola” da pronunciare e da far vivere, su cui rifondare il “contratto sociale”, prima ancora che la Costituzione, sta nella DIFFERENZA TRA RAPPRESENTAZIONE E RAPPRESENTANZA: la rappresentanza è concetto e dinamica che ingabbia, che comporta regole ed aspettative sociali da cui ricevere legitimazioni; invece la rappresentazione, quella che ci manca, quella che dovremmo pretendere è una mediazione viva che ricerca linguaggi nuovi, che trova nella vita e nelle differenze, quindi nel radicamento profondo alla realtà ed al testo del cambiamento, energie che ragionano con la forza delle loro interne necessità. È lì, in quel luogo relazionale che comincia ad affermarsi una fonte di autorità sociale condivisa. È questa la politica ed è al servizio di essa che dovrebbero stare gli amministratori e le amministratrici del bene comune di una democrazia, non viceversa. Di più, la significazione delle differenze e della realtà in trasformazione non ppossono essere ricalcate sull’ordine simbolico ricevuto dalle istituzioni esistenti. Dare voce alla rappresentazione dell’esistente significa restituire alla vita ed alle relazioni il primato nella loro complessità e pregnanza.

Infine, proprio in nome della rappresentazione e non della rappresentanza, è importante pronunciare ed ascoltare parole che dicano la realtà degli italiani e delle italiane (giovani e non) di oggi: non negli ideali che si trasformano costantemente in ideologia, ma nei desideri e nelle passioni vivono le speranza di oggi, il resto sono promesse che non possono essere mantenute né da partiti, né dall’Europa: da nessuna istituzione se non dalla politica “prima”, quella relazionale di donne e uomini, di studenti e studentesse che ogni giorno vanno nel vita con amore, come in un mercato in cui corrono molti desideri:

… “Tra noi in Occidente si conosce bene la magnifica vicenda di Giuseppe ebreo, che i fratelli consegnarono ai mercanti di schiavi, perché erano gelosi dell’ammirazione che suscitava con le sue belle qualità, e che riuscì a diventare viceré d’Egitto, perdonò i fratelli e tutto il resto. Ma pochissimi sanno ciò che avvenne al mercato degli schiavi, quando Giuseppe fu messo in vendita, prima che lo comprasse il potente Potifar, ministro del re faraone. I compratori, tantissimi, si misero in fila per presentare le proprie offerte al sensale quando, dalla folla, si alzò la voce di una vecchia che stringeva alcuni gomitoli di lana colorata: ‘Ci sono anch’io, vendi a me quel giovane, lo desidero pazzamente, ecco qui il mio pegno’ e mostrò i gomitoli, spiegando che il filo lo aveva filato lei stessa. Il sensale rise: ‘ Anima semplice, guarda che per questo gioiello di schiavo mi hanno offerto tesori; con il tuo filo non puoi comprarlo’. ‘Lo so, in questo mercato io non lo compro’ gli rispose la donna. ‘Mi sono messa in fila perché dicano, amici e nemici: anche lei ci ha provato” (Luisa Muraro, “Il mercato della felicità. La forza irrinunciabile del desiderio”, ed. Mondadori, 2009)

All’indignazione si affiancano maggiore consapevolezza; stanchezza rispetto a più o meno saggi paternalismi, speculazioni e rituali che autolegittimano la propria sopravvivenza; impazienza di trovare alternative a partire da sé.

Come trovare formule di convivenza nuove? Mediazioni politiche rivolte alla vita e non al potere? Come ragionare sulla democrazia senza demagogia? Come ripensare l’economia?

Di questo dovremmo parlare nell’Università, nelle piazze, ovunque, con o senza laurea. Ammettere che abbiamo tutti paura, ma decidere che lotteremo per immaginare un mondo di dignità per tutti, più condiviso e meno abbandonato a scommesse, azzardi e utopie di chi non riesce ad ammettere che siamo in un mondo in declino in cui serve liberare una creatività tutta da inventare.

Laura Testoni

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto