• Google+
  • Commenta
23 gennaio 2012

Novità per il tirocinio con il decreto “Cresci Italia” e i concorsi TFA

Sveltire i tempi e garantire massima professionalità. Ecco le due ragioni, che unitamente, hanno portato il ministro dell’istruzione Francesco Profumo e il Presidente del Consiglio Mario Monti ad incorporare nel maxi decreto “cresci Italia” anche l’università, modificando la regolamentazione dei tirocini per l’accesso alle professioni.

Dal testo si evince come la durata del tirocinio per l’accesso alle professioni regolamentate non potrà essere superiore ai 18 mesi, e per i primi sei potrà essere svolto durante il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello, magistrale o specialistica. L’iter verrà disciplinato mediante apposite convenzioni quadro stipulate tra i Consigli Nazionali degli Ordini e il Ministro dell’Istruzione Profumo, università e ricerca. Unica eccezione per le professioni sanitarie, per le quali il tirocinio non prevede restrizioni di tempo.

Queste novità, entrate automaticamente in vigore con l’approvazione del decreto “Cresci Italia”, messo a punto allo scopo di inaugurare la seconda fase del governo Monti, all’insegna delle liberalizzazioni e più in generale della ripresa del Paese attraverso la crescita, ambiscono a diminuire i tempi per accedere alle professioni senza ledere la preparazione dei professionisti.

Un intervento mirato ai tirocini, che già dai primi dell’anno calamitano proteste e interesse, perché un nodo di fondo è anche quantificare, bilanciare l’opportunità alla necessità. Dilemma alla base della bufera scoppiata meno di un mese fa, quando è stato bloccato il decreto riguardante 23 mila tirocini abilitanti all’insegnamento.

I tfa, tirocini formativi attivi promossi dalle università, costituisco una risorsa per l’ingresso nel mondo del lavoro per i futuri insegnanti e, secondo quanto sostiene la Pubblica funzione, i 23 mila tirocini incorporati nel decreto collidono con il reale fabbisogno, costituendo quasi il triplo del necessario.

Nonostante ciò, il Ministro Profumo, afferma di deciso a voler andare incontro ai giovani offrendo loro la possibilità di diventare insegnanti, piuttosto che favorire i precari, in un’intervista rilasciata al Messaggero, promette che a ottobre si faranno i concorsi tfa per diventare docenti, il che sta a significare che a breve verranno avviati i tirocini.

Certo le modalità restano poco chiare e le proteste non si attenuano, nella speranza che le aspettative non vadano deluse.

L’insorgere delle difficoltà nel trovare un rimedio utile per i tirocini, le novità del decreto Monti e i rallentamenti per i tfa, rappresentano un ulteriore allarme tangibile dell’incomunicabilità tra le università e il mondo del lavoro.

Maria Grazia Lisi

Google+
© Riproduzione Riservata