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9 gennaio 2012

Pasquino tranquillizza i laureandi in Medicina

Il rettore Raimondo Pasquino dell’Università degli Studi di Salerno prova a tranquillizzare gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia della propria università.

Da ormai sei anni, infatti, per solite faccende ed iter burocratici lenti, infatti, l’Ospedale Ruggi D’Aragona, ente ospedaliero della stessa facoltà, non risulta ancora ufficialmente quale azienda ospedaliera “universitaria”. Secondo il rettore, non c’è però da preoccuparsi, perché, al di là di questo stato di empasse burocratico, le “carte” per l’Università degli Studi di Salerno, per la Facoltà di Medicina e Chirurgia e per l’Ospedale Ruggi, sono in regola… e non da oggi!
Come facoltà di Medicina abbiamo tutti i numeri a posto, il problema burocratico-formale è un altro aspetto e posso garantire che con i nostri studenti non c’entra nulla. Loro si laureeranno con la scritta ‘Università di Salerno’ sulla pergamena, statene pur certi” queste le dichiarazioni del Magnifico di quest’oggi, volte a mettere finalmente in chiaro la situazione e a tranquillizzare i tanti aspiranti dottori in medicina salernitani, dopo la notizia “contraria” pubblicata pochi giorni fa dal Corriere del Mezzogiorno.

Così continua il Rettore Pasquino, nel tentativo di spiegare il perché di questo “ingarbugliato” e lento iter ministeriale: “La facoltà di Medicina dell’Università di Salerno lo è a pieno titolo in base al decreto del 25 ottobre 2005. Abbiamo abbondantemente superato tutti i requisiti per costruire una facoltà con i numeri a posto. Abbiamo circa settanta professori incardinati e tutti dicono un gran bene dei nostri ragazzi. I ministeri della Salute e dell’Economia dovevano prendere atto del decreto regionale e firmare. Ma hanno chiesto prima dei chiarimenti ai quali la Regione ha risposto. Successivamente il ministero ha riformulato questa richiesta di chiarimenti. In Campania siamo in una situazione di sanità commissariata e di fronte alla trasformazione di un’azienda ospedaliera in universitaria il ministero rizza le antenne. Il momento è problematico, fatto di sospetti, di razionalizzazione, pensiamo ad esempio a quei quattro ospedali salvati perchè accorpati al Ruggi”.

Inutile negare le perplessità che possono permanere, nonostante le dichiarazioni volte a confortare gli studenti salernitani sul loro destino universitario. Nasce, infatti, spontanea la domanda: cosa accadrebbe agli studenti di medicina se questo iter continuasse ad essere gravoso, lento e quasi immobile?

Cosa accadrà ai prossimi (previsti 100 per quest’anno) laureandi in Medicina e Chirurgia dell’Università di Fisciano?

Anche su questo il Rettore prova prontamente a rassicurare, dichiarando: “Non cambia nulla rispetto ai titoli, l’Università è autonoma, non ha nulla a che vedere con la convenzione, con il Ruggi potevamo anche avviare solo un protocollo d’intesa”.

“Malelingue” però, continuano a remare contro queste ultime dichiarazioni “magnifiche” sottolineando che in realtà c’è un altro tipo di rischio che potrebbe bussare alla porta dell’Unisa: essere riconosciuti e dichiarati nel frattempo come sede distaccata della Federico II di Napoli.

Contro queste “dicerie”, però, il Rettore non transige e così, irritato quasi da tale insinuazioni, si esprime: “Sono str…., la Federico II ha partecipato a pieno titolo e merito alla costituzione della nostra facoltà con gli atenei di Pisa, Firenze, Siena, Catanzaro e Ferrara. Poi è stato nominato un comitato per il governo della facoltà, tutti passaggi obbligati. L’ultimo atto, infine, sono i 62 professori chiamati da fuori e una decina che deve fare il passaggio dalle altre facoltà. Siamo in perfetta sintonia con le esigenze dei nostri studenti”.

A questo punto agli studenti di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno non rimane che aspettare, “provando” a riporre fiducia nelle dichiarazioni “appassionate” del rettore Pasquino e tentando di mantenere una buona dose di ottimismo!

Pasqualina Scalea

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