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12 gennaio 2012

Rimedi anti – fumo? Totalmente inefficaci

Smettere di fumare è facilissimo, lo so perché l’ho fatto un migliaio di volte. Così Mark Twain ironizzava sull’enorme difficoltà che incontrano tutti coloro che intendono eliminare un vizio, o meglio IL vizio, ben noto essere molto pericoloso e deleterio per la salute.
Negli ultimi decenni la ricerca ha fatto molti passi in avanti per venire incontro a tale esigenza e rendere meno stressante e faticoso il passaggio dalla dipendenza alla libertà più totale dalla nicotina.

Una notizia di questi giorni, però, fa perdere le speranze a molti: uno studio condotto dai ricercatori dell’Harvard’s Center For Global Tobacco Control e dell’Università del Massachusetts di Boston ha rilevato che gomme, cerotti, spray e pastiglie sarebbero inefficaci, evidenziando come un terzo di coloro che dopo queste cure avevano smesso di fumare hanno poi ripreso.

La ricerca è stata effettuata nello stato del Massachusetts su circa 700 fumatori adulti, desiderosi di smettere. Le “cavie” sono state seguite per 5 anni con un risultato poco incoraggiante. Non solo molti di loro hanno ripreso la sigaretta in mano ma i ricercatori non hanno trovato alcuna differenza tra chi aveva usato in sostituzione il prodotto nicotinico per più di sei settimane e coloro che non lo avevano utilizzato.

Questo studio entra in conflitto sulle pagine del New York Times con quello realizzato nel 1996 dal pannello governativo di esperti guidati da Michael Fiore, direttore del Center For Tobacco Research and Intervention della Università del Wisconsin che determinò l’inequivocabile efficacia di tali prodotti, convincendo il governo federale a riconoscerli.

«Solo più tardi, si legge sulle pagine del quotidiano americano, si scoprì che i membri del pannello avevano ricevuto larghe somme di denaro dall’industria dei farmaci alla nicotina».
Ciò che risulta molto grave, alla luce di questo studio, è, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, l’utilizzo di fondi pubblici per pubblicizzare questi sostituti nicotinici a tutta la popolazione.

Si rende necessario, in questo modo, riadattare le campagna anti – fumo, soffermandosi in toto sul fattore psicologico legato agli ingenti danni che il fumo provoca, puntando soprattutto a ricordare, in maniera quasi martellante, ai fumatori che la loro cattiva abitudine riduce sensibilmente le aspettative di vita e prosciuga il già esile portafoglio.

Giuseppina Iervolino

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