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20 gennaio 2012

Sentenza confermata per lo studente bocconiano

Niente sconti per lo studente dell’università Bocconi che, la scorsa estate, era andato incontro alla sospensione di un anno a causa di comportamenti esplicitamente omofobi. Il Tribunale Amministrativo Regionale di Milano non ha accolto il ricorso e la pena, dunque, non subirà alcun tipo di modifica.

La decisione era stata presa dai vertici dell’ateneo in seguito ad atti intimidatori (manifesti di adesione alla Giornata mondiale dell’omofobia strappati), invettive verbali e, soprattutto, pesanti insulti contro i gay (“L’Hiv la vostra punizione” e “I froci si curano a Zyklon B”) comparsi sui poster dell’associazione Best (Studenti Bocconi Equal Students), di cui era stato infine identificato un unico responsabile.

Un provvedimento ritenuto storico, ma in realtà ineccepibile: tra gli atteggiamenti ritenuti come passibili di tale sanzione dal “codice d’onore” bocconiano vi è, appunto, il “causare un pregiudizio o un pericolo di pregiudizio all’incolumità fisica o morale di altre persone.

L’identificazione era avvenuta incrociando testimonianze e riscontri effettuati mediante telecamere e, nel mese di Luglio, la commissione disciplinare aveva provveduto ad infliggere al responsabile una esemplare condanna.

Oltre alla sospensione, era infatti prevista una dura “nota” sul curriculum in grado di incidere negativamente sul voto finale e l’annullamento della sessione d’esami in corso.

Al danno, tuttavia, è seguita anche la beffa per lo studente tacciato di omofobia, dal momento che il Tar ha persino decretato che siano a suo stesso carico le spese processuali.

La sentenza non lascia spazio ad alcun tipo di obiezione, parlando di “violazione del rispetto della dignità degli omosessuali” e descrivendo il comportamento del giovane come “una grave forma di intolleranza verso persone con preferenze sessuali non approvate dal ricorrente, tanto da auspicare nei loro confronti un comportamento analogo a quello che i nazisti riservarono agli ebrei nei campi di sterminio.

La presidente dell’associazione Best, Giulia Tagliaferri, ritiene che la sentenza del Tar non meriti “troppa importanza. Eravamo già soddisfatti della linea scelta dalla nostra università, abbiamo ricevuto solidarietà e appoggio da tutti. Continueremo a portare avanti le nostre battaglie.

Omofobia, xenofobia, intolleranza: piaghe sociali di difficile risoluzione, eppure segnali come quello proveniente dalla Bocconi sembrano dare adito a qualche speranza.

Giova però sottolineare che a fine Luglio, quasi contemporaneamente alla richiesta di sospensione per lo studente incriminato, il Parlamento italiano vide la clamorosa (sino ad un certo punto) bocciatura, alla Camera, della proposta di legge relativa al reato di omofobia.

Una coincidenza significativa, che di certo suscitò tanto scalpore quanto sdegno presso i membri di Best, i quali non a caso avrebbero salutato la delibera della commissione disciplinare come “un messaggio di speranza agli studenti bocconiani e non solo.

A fronte di tutto ciò, abbiamo la certezza che la stessa presa di posizione del Tar non rischi di finire come un ago in un pagliaio, soffocata dalle spire dell’ignoranza e del luogo comune?

Francesco Ienco

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