• Google+
  • Commenta
2 gennaio 2012

Serve più il curriculum o le conoscenze per trovare lavoro?

Anche i dati arrivano a confermare la disillusione di molti giovani italiani in cerca di lavoro. Le imprese per assumere preferiscono affidarsi a conoscenze personali piuttosto che a curriculum, società di lavoro interinale o centri per l’impiego.

È quanto emerge dall’ultima indagine Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, che rileva come nel 2010 oltre sei imprese su dieci per la selezione del personale abbiano fatto ricorso al cosiddetto canale informale, «conoscenza diretta in primo luogo e segnalazioni personali», attraverso conoscenti o fornitori. Soprattutto, fa notare l’indagine Excelsior, rispetto all’anno precedente l’utilizzo del canale informale ha registrato un forte aumento, passando al 61,1% dal 49,7% del 2009.

Il rapporto tenta anche di spiegare – con la motivazione meno negativa possibile – questa prassi: «Il clima economico ancora incerto – si legge – spinge evidentemente le imprese alla massima cautela nella selezione di nuovi candidati. La conoscenza diretta, magari avvenuta nell’ambito di un precedente periodo di lavoro o di stage, e il rapporto di fiducia da essa scaturito diventano quindi premianti ai fini dell’assunzione».

ALTRI METODI – Nel 2010 è anche cresciuto il ricorso da parte delle imprese a strumenti interni, ovvero alle banche dati costruite dalle stesse aziende sulla base dei curriculum raccolti nel tempo (al 24,6% dal 21,5%), ma la quota resta limitata a poco più di due imprese su dieci.

Perdono invece terreno le modalità di reclutamento «tradizionali» (annunci su quotidiani e riviste specializzate), preferite solo nel 2,3% dei casi. Sono pochissime e in diminuzione anche le aziende che utilizzano intermediatori istituzionali, come società di lavoro interinale, di selezione (5,7%) e quelle che si affidano a operatori istituzionali, ovvero ai centri per l’impiego (2,9%).

Più speranza nelle imprese di più grandi dimensioni. Secondo lo studio, quando superano i 50 dipendenti le aziende iniziano a fare più affidamento sulle loro banche dati interne, a basarsi sulla «carta», ovvero sui curriculum. Ecco che, quindi, al crescere della dimensione d’impresa il rapporto diretto del candidato con il datore di lavoro o tramite conoscenti perde importanza. Basti pensare che nelle realtà con più di 500 dipendenti il ricorso al canale informale scende al 10,2%, mentre l’utilizzo di strumenti interni sale al 48,9%.

Google+
© Riproduzione Riservata