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6 gennaio 2012

Spagna: aperto il Basque Culinary Center, la seconda università di scienze gastronomiche d’Europa

Basque Culinary Center
Basque Culinary Center

Basque Culinary Center

È stato inaugurato il 26 settembre scorso a San Sebastian, nel Parco Tecnologico di Miramon, il BCC (Basque Culinary Center), prima università di scienze gastronomiche in Spagna e seconda in Europa.

Il progetto del BCC nasce nel 2007 grazie all’Università di Mondragon che, unitamente al Sindaco di San Sebastian, ha deciso si riunire gli chef baschi cultori di una grande tradizione gastronomica e di avviare il progetto proprio a San Sebastian, città che vanta ogni anno un turismo gastronomico molto attivo e conta il più alto numero di stelle Michelin. L’investimento è stato di 17,1 milioni di €, mentre i lavori per la sua realizzazione sono durati 22 mesi. Il tutto per completare una costruzione di 15000 metri quadrati su 5 piani al cui interno, oltre ad aule e biblioteche, si possono trovare cucine dotate delle più moderne tecnologie, laboratori ed un auditorium da 200 posti per le dimostrazioni di cucina e la degustazione di vini.
Promotori dell’iniziativa sono stati alcuni tra i più importanti chef baschi, tra cui Juan María Arzak, Andoni Luis Aduriz e Martín Berasategi, che fanno parte del patronato del BBC. Il Consiglio dell’Università, ribattezzato G9, è invece presieduto da Ferràn Adrià e conta alcune tra le più quotate stelle mondiali dell’arte culinaria come Gastón Acurio (Perù), Alex Atala (Brasile), Dan Barber (USA), Heston Blumenthal (UK), Michel Bras (Francia), Yukio Hattori (Giappone), René Redzepi (Danimarca) e l’italiano Massimo Bottura: ognuno di loro porterà al BCC i sapori ed i gusti della cucina del suo Paese, di cui è ambasciatore nel mondo. Il G9 si è riunito a Lima, in Perù, nel settembre scorso dove ha redatto la “Carta dello chef del futuro” e si riunirà nuovamente a Tokyo quest’anno con l’obiettivo di promuovere maggiormente l’interazione tra le diverse culture culinarie.

I primi studenti del BCC sono stati scelti dopo tre mesi di selezioni, tra test attitudinali e colloqui motivazionali. Dei 300 che hanno inviato la richiesta, ne sono stati selezionati 56: 23 baschi, 27 dal resto della Spagna ed altri 6 dal resto del mondo. Hanno tra i 18 ed i 25 anni e partecipano ai vari laboratori “carne”, “pane” e “dessert” divisi in gruppi di 14, nella speranza di poter essere loro, un giorno, le future stelle della cucina internazionale o di aprire un’impresa gastronomica d’alto livello . Tra i corsi che dovranno seguire ci sono informatica, storia e sociologia della gastronomia, economia, psicologia, fisica, chimica, diritto del lavoro, diritto ambientale e alimentare, marketing e gestione aziendale, enologia e servizio in sala. La tassa d’iscrizione è di 8mila euro all’anno, ma sono previste borse di studio.

A differenza delle numerose scuole di cucina ed alberghiere d’Europa, il BCC promuove anche un’intensa attività di ricerca e di sviluppo: oltre quaranta ricercatori studieranno le abitudini alimentari, lo sviluppo tecnologico nel settore, la gestione della ristorazione collettiva e le modalità di sviluppo e conservazione degli alimenti.

Il BCC è la seconda università di scienze gastronomiche d’Europa. La prima è l’italiana Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, località di Bra (CN). Nata nel 2004 e promossa dall’associazione internazionale Slow Food in collaborazione con le regioni Piemonte ed Emilia Romagna, l’UNISG è un’università privata legalmente riconosciuta in Italia che vuole formare importanti personalità del settore agroalimentare. I numerosi studenti provenienti da tutto il mondo possono contare su docenti qualificati, laboratori, partecipazione ad eventi e viaggi d’istruzione in tutto il mondo per imparare tutti i segreti della gastronomia e dell’agricoltura e divenire esperti agronomi, capaci di produrre, distribuire e promuovere prodotti agroalimentari a livello internazionale.

Talento e passione, mescolati ad un’importante e seria formazione in queste università, sono gli ingredienti essenziali per la ricetta più difficile da fare: diventare validi e qualificati chef.

Giulio Oliani

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