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31 gennaio 2012

Studenti di Lettere e di Conservazione dei Beni Culturali della Sun in difesa della memoria del passato

Un altro attacco alla memoria del passato. Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 gennaio un gruppo di vandali ha arrecato gravi danni alle tombe sannitiche del IV secolo a.C. all’interno dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere,in provincia di Caserta, anfiteatro che rappresenta l’orgoglio della cittadina campana, in quanto inferiore per dimensioni solo all’anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo.

L’indignazione è generale e colpisce tutti gli strati della popolazione, che da anni purtroppo assistono al dilagare dell’inciviltà e dell’ignoranza di pochi facinorosi che hanno già provveduto a distruggere la Reggia di Carditello, antica tenuta reale dei Borboni, oggi ridotta ad un ammasso di pietrisco e stucco.
La rabbia in seguito all’ennesimo atto di barbarie è stata tale che ha spinto gli studenti di Lettere e di Conservazione dei Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli, che ha sede proprio nel complesso di san Francesco, nei pressi della struttura danneggiata, a mettere in atto un’iniziativa che sensibilizzi l’intera opinione pubblica.

L’evento, intitolato “DifendiAMO il passato – L’Università in campo a tutela dei Beni Culturali”, consisterà in una manifestazione, programmata per sabato 4 febbraio 2012, in cui, accanto agli studenti, saranno presenti docenti, cittadini, esponenti politici e delle associazioni culturali cittadine, provinciali e nazionali, con un corteo che avrà inizio alle ore 11 e partirà dalla piazza antistante l’Anfiteatro (p.zza I Ottobre, detta altrimenti p.zza Adriano) in direzione della struttura monumentale.

“Non hanno distrutto solo “quattro pietre’”, come di solito si dice quando ci si riferisce ad un monumento antico. Hanno violato la nostra Storia, hanno lacerato il tessuto che tiene unito il nostro presente con il nostro passato, un passato di fasto e gloria come quello dell’antica Capua.” gridano i giovani studenti di Lettere e di Conservazione dei Beni Culturali che si sentono offesi nel profondo, perché ancora oggi esistono esseri umani che non hanno la benché minima coscienza del proprio passato e dell’importanza che esso ricopre per il presente.

Giuseppina Iervolino

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