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21 gennaio 2012

Sull’Astrophysical Journal le tre galassie “ribelli” alle leggi di gravità di Newton

Le ricerche compiute dall’ossevatorio di Capodimonte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica in collaborazione con le universita’ di Napoli, della California a Santa Cruz e di Zurigo, sono state accettate dall’Astrophysical Journal, una delle più importanti riviste scientifiche specializzate nel campo dell’astronomia e dell’astrofisica. Dopo aver superato questa importante prova, i risultati delle ricerche sono state pubblicate su ArXiv, l’ archivio per pubblicazioni scientifiche in fisica, matematica, informatica e biologia al quale si può accedere da Internet.

Lo studio sarebbe approdato a risultati sconvolgenti : infatti non tutte le galassie obbedirebbero alla legge di gravità, seguendo delle reglole diverse rispetto a quelle formulate da Isaac Newton.

Il movimento delle tre galassie che sono state oggetto di analisi della ricerca, potrebbe essere spiegato facendo riferimento alle teorie chiamate “f(R)”, che prevedono un’estensione della teoria della Relatività generale di Albert Einstein,evitando di ricorrere al concetto di materia oscura, la materia invisibile che occupa il 25% dell’universo, e su cui si basa il paradigma newtoniano.

L’autore dell’articolo pubblicato è Nicola Napolitano, ricercatore dell’INAF, l’ Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Egli sostiene che “la distribuzione dei moti delle stelle nelle galassie ellittiche può essere riprodotta con estrema accuratezza dalle teorie f(R)“.
Le tre galassie oggetto della ricerca sono state studiate anche nell’ambito del paradigma newtoniano, informa Napolitano. Dunque “allo stato attuale non è possibile escludere nessuna delle due Teorie, ma è interessante vedere che ci possono essere spiegazioni alternative al paradigma della Materia Oscura”.

Massimo Capaccioli dell’Università “Federico II” di Napoli, e Consigliere d’Amministrazione dell’INAF, è il co-autore dell’articolo. Spiega in questi termini la ricerca effettuata : “Abbiamo voluto esplorare possibilità alternative ai modelli dinamici classici con potenziali newtoniani (per intenderci quelli che, per un punto materiale, vanno come l’inverso della distanza dal centro) perché il modello cosmologico standard con Materia Oscura Fredda non funziona egualmente bene a tutte le scale dell’Universo”.

Benedetta Michelangeli

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