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1 gennaio 2012

Un professore universitario nella NATO per l’emergenza sanitaria

Si tratta del professor Paolo Severgnini, anestesista rianimatore e tossicologo dell’Ospedale di Circolo di Varese e docente del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria, opera presso la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione.

È stato l’unico italiano inviato alla NATO, in Ungheria, lo scorso mese per partecipare ad una esercitazione di analisi e per porre risoluzione di fronte ad una possibile crisi internazionale. Il meeting si è tenuto presso il Centro di Eccellenza per la Medicina Militare di Budapest, in quanto membro del gruppo degli esperti civili per l’emergenza sanitaria.

Gli esperti convocati provenivano da ben 38 Paesi differenti membri Nato o direttamente coinvolti dallo scenario discusso. Molteplice anche la formazione dei partecipanti stessi: una rappresentante della Health and Security Interface Global Alert and Response della WHO di Ginevra, ufficiali medici militari, esperti della catena del cibo e dell’acqua, ingegneri, docenti di Medicina delle Catastrofi, membri dei ministeri dell’agricoltura, dei ministeri dell’interno, medici esperti in emergenze CBRN, e un anestesista rianimatore-tossicologo: proprio il professor Severgnini.

Riguardo all’argomento della possibile crisi internazionale, è stato chiesto agli esperti di elaborare una strategia che riesca a far fronte ad una crisi non indifferente. «Si tratta di casi di scuola che comunque prendono spunto da situazioni plausibili, la simulazione può riguardare un’emergenza in un territorio urbanizzato e industrializzato che potenzialmente possa mettere in crisi il sistema sanitario di un Paese, per la quale sia auspicabile una risposta militare, l’esempio classico è un attacco terroristico con armi chimiche», spiega il professore.

Il professore dell’Università dell’Insubria è inoltre registrato presso il Ministero della Salute come esponente del gruppo degli esperti civili per l’emergenza sanitaria in seno al Comitato Medico Congiunto della Nato dal 2006: «Sono stato consultato dalla Nato in più di una circostanza durante l’ultima esercitazione sono stato invitato nel gruppo che si è dedicato all’emergenza Chimica-Biologica-Radiologica-Nucleare, e ho presentato la relazione finale alla commissione congiunta», racconta lui stesso.

Il ricercatore racconta dei suoi interessi nel campo scientifico: «Mi occupo di ricerca nel campo della meccanica respiratoria, ma i miei interessi sono vari e toccano anche il trauma, l’emergenza e le intossicazioni. Proprio per questo nel 2005 mi sono fatto promotore di una convenzione tra l’Università dell’Insubria e il Centro Antiveleni dell’Ospedale Ca’ Granda – Niguarda di Milano: una vera palestra dell’emergenza tossicologica, ogni anno il Centro antiveleni di Milano riceve oltre 60mila richieste, più del 50% delle richieste totalizzate dagli altri 8 centri antiveleni italiani. A Milano arrivano richieste da tutta Italia, il 52% riguarda pazienti sotto i 4 anni di età, il 40% delle richieste è di privati cittadini, il restante 60% arriva da colleghi medici che hanno bisogno di un consulto. I casi sono i più disparati: dall’ingestione di detersivi, a quella di batterie, colla, funghi e piante velenose, medicinali, ma anche intossicazioni da cianuro, che si sprigiona dalla combustione di materiale plastico. Questo allenamento continuo con le emergenze più diverse, e il doppio approccio tossicologico e anestesiologico, mi permettono di affrontare anche i casi che mi vengono sottoposti dalla NATO, veri o simulati che siano».

«Con i colleghi Prof. Urbini e Prof. Chiaranda del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia abbiamo deciso di mettere al servizio della comunità l’esperienza fatta ogni giorno “sul campo” e così periodicamente organizziamo degli incontri a carattere divulgativo su varie tematiche di interesse generale, in passato ad esempio abbiamo trattato il tema degli incidenti domestici, attualmente è in corso un ciclo di incontri, in collaborazione con l’Istituto De Filippi, sede della scuola alberghiera di Varese, sulla sicurezza alimentare e prossimamente su questo tema organizzeremo delle giornate formative per gli operatori del settore: ristoratori, panificatori, responsabili di mense e catering».

Gaia Corradino

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