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4 gennaio 2012

Unisa: il karate al servizio della scienza!

La notizia era nell’aria già da un po’, ora, però, si comincia a parlare di progetti concreti.

È partita così nei giorni immediatamente precedenti alle festività natalizie la prima fase di una nuova e (si spera) proficua collaborazione che vedrà impegnati, a stretto contatto, il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno ed una squadra della Seishinkan, nota scuola di arti marziali beneventana.

Un riconoscimento doveroso, avverte una nota diffusa dall’ateneo, concesso ad una delle realtà sportive più rappresentative della scena nazionale.
Un’intesa resa possibile dalla grande disponibilità mostrata dal Maestro Alfredo Testa e dal suo staff, i quali da tempo hanno dimostrato di guardare con attenzione e lungimiranza ai vantaggi di una conoscenza scientifica applicata alla pratica sportiva.

Al maestro Testa, assistito per l’occasione da Luca Scanniello (campione nell’arte del combattimento), spetterà, nello specifico, il delicato compito di curare gli aspetti tecnici del movimento sportivo nel karate.

In poche parole: il karate al servizio della scienza!

Mediante l’impiego di raffinate e costose attrezzature sarà così possibile studiare il movimento nello sport da combattimento, la sua efficacia e gli eventuali errori tecnici da correggere attraverso un rigoroso esame dei parametri biomeccanici del corpo in movimento: catene cinetiche, spostamenti angolari e accelerazione.

Responsabile capo del progetto l’esimio Dott. Rodolfo Vastola, un vero e proprio guru nel settore, titolare del “Laboratorio di Analisi del Movimento”, Product application specialist BTS in tecnologie per l’analisi multifattoriale integrata del movimento nonché coordinatore tecnico delle squadre nazionali di canoa e docente formatore nazionale per il centro studi della Federazione Italiana Canoa Kayak.

Difficile stimare i tempi della ricerca.

Si tratterà, infatti, di una lavoro lungo e dispendioso, avvertono i responsabili, per il quale si renderà indispensabile un dispiego di energie intellettuali e di risorse economiche piuttosto importante.

Fermo restando l’assoluta generosità del progetto, resta da valutare la possibilità di garantire, nel lungo periodo, un sostegno continuo e puntuale ad un’iniziativa certamente audace, ma che, proprio per questo, potrebbe rivelarsi foriera di scoperte di sicura utilità scientifica.

L’augurio, tuttavia, è che si riesca ad ottenere riscontri significativi in tempi decisamente più contratti rispetto a quelli ipotizzati in questa fase preliminare.

Speranza che, vista la celerità con cui le due parti hanno raggiunto l’intesa, non appare poi così remota.

Matteo Napoli

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