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12 gennaio 2012

Università di Milano e Fondazione Vitruvius

Pronta la Fondazione Vitruvius per Universita’ Milano, 10 gen – “C’e’ soddisfazione per il salvataggio del San Raffaele, Rotelli ha riconosciuto il valore della struttura e l’auspicio e’ che ora possa mettere in pista una progettualita’”. Il presidente della facolta’ di Medicina del San Raffaele ed ex consigliere della Fondazione, Massimo Clementi, commenta cosi’ l’esito della gara sull’ospedale fondato da don Verze’ che ha visto prevalere l’imprenditore Giuseppe Rotelli sulla cordata Ior-Malacalza. Clementi, che in consiglio rappresentava la fondazione Marcus Vitruvius inizialmente disposta a entrare nel salvataggio, spiega ora che l’interesse della charity non e’ venuto meno almeno per quel che riguarda il sostegno all’Universita’:

“Lo scorso 5 gennaio, la Fondazione Marcus Vitruvius e’ stata ufficialmente costituita in Svizzera e appena il nuovo cda dell’Universita’ si sara’ insediato e’ pronta a proporre una convenzione”. Confermate anche le cifre in ballo, “un miliardo di euro in cinque anni”, spiega Clementi; che pero’ sui nomi dei finanziatori della fondazione rimanda a una conferenza stampa a breve, anche se “Berlusconi non c’e’”.

Nell’immediato, l’Universita’ conta di allacciare un canale di comunicazione con Rotelli. “Non ci siamo ancora sentiti – spiega il preside della facolta’ di Medicina – ma mi auspico che un gruppo cosi’ importante come quello di Rotelli, che ha stipulato convenzioni con diversi atenei, valorizzi il fatto di avere un’universita’ interna”.

Clementi, intanto, si toglie qualche sassolino dalla scarpa rispetto alle parole del vicepresidente Profiti sul fatto che l’intervento di Ior-Malacalza ha comunque consentito il salvataggio del San Raffaele quando ne’ Rotelli ne’ nessun altro era disposto a investire: “Il San Raffaele – afferma il preside della facolta’ di Medicina – e’ stato salvato dalla lungimiranza del Tribunale che ha adottato una procedura competitiva e dalle maestranze che hanno mandato avanti l’ospedale”.

“L’ultima considerazione – aggiunge – e’ che il modo di operare della cordata Ior-Malcalza ci lascia sconcertati sulla strategia: sei mesi di gestione per presentare un’offerta che e’ quasi la meta’ di quella di Rotelli sono una cosa da interpretare”.

M.R.

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