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13 febbraio 2012

San Valentino? Ce lo spiega la scienza

La scienza può aiutare a rendere perfetto anche San Valentino, spiega Sheryl Kirshenbaum, ricercatrice dell’università del Texas e autrice del libro ‘Science of Kiss’, che giusto in tempo per San Valentino ha fornito le regole da seguire per il bacio perfetto. Noi umani, dalla Bella Addormentata a Rossella O’Hara, ci baciamo. Il perché, nessuno lo sa. O meglio, finora gli studiosi hanno provato a spiegarlo ma senza grandi risultati. La biologa Sheril Kirshenbaum, nel suo libro, tenta di risolvere il dilemma a cui ancora la scienza non ha dato risposta: il bacio è questione d’istinto oppure è frutto di un comportamento appreso?

 

Il libro di Sheryl Kirshenbaum raccoglie tutti gli ultimi studi sull’argomento. La ricercatrice parla del bacio considerandolo attraverso la lente della biologia, della storia, della cultura, della psicologia e anche della zoologia. Come spiega la Kirshenbaum nella sua introduzione, il bacio è un tema sul quale tutti sentono di sapere almeno qualcosa e specifiche discipline scientifiche hanno cercato di approfondire l’argomento dal loro punto di vista, ma la scienza in generale non ha mai cercato di aggregare queste conoscenze, cosa che cerca di fare lei, in questo libro di 250 pagine, di cui almeno 20 di una ricca bibliografia.

Nella prima parte del libro si parla delle origini del bacio, nella premasticazione del cibo, ma si parla anche dei baci nel regno animale: «alci e scoiattoli si strofinano i nasi, le giraffe ‘limonano’ attorcigliando i loro lunghi colli, i bonobo, i nostri cugini primati, si scambiano baci lunghissimi, che durano fino a 12 minuti, ecc». Ci può stupire sapere che in molte antiche civiltà non si trova traccia di baci, come ad esempio presso gli Egizi; mentre ci sono testimonianze scritte in India, antica Grecia e e presso gli Assiri. Non sempre però il bacio è stato popolare: nel sedicesimo secolo a Napoli, ad esempio, un bacio in pubblico era punito con la morte. La Kirshenbaum ha studiato i vari atteggiamenti nella storia, rispetto alla pratica del bacio, citando le varie classificazioni usate da Vatsyayana nel Kama Sutra ed poi nell’Iliade ed in altre mitologie, così come, più recentemente, in un libro del XVII secolo, che cataloga venti diversi tipi di baci nei minimi dettagli ed esplorando il modo in cui ‘il bacio all’europea’ si propagò in altri continenti in cui tale contatto, considerato impuro, era stato a lungo evitato.

Il bacio, gesto d’amore per eccellenza, almeno secondo la scienza, scatena una cascata di ormoni che serve a stabilire se il partner è quello giusto, e fa persino perdere peso e fortificare il sistema immunitario. Il primo suggerimento della ricercatrice è di aspettare il momento giusto: «Creare un legame prima dell’incontro delle labbra aumenta i livelli di ossitocina, l”ormone dell’amore – spiega l’esperta – questo incoraggia il senso di attaccamento reciproco». Per agevolare la cascata ormonale generata dal bacio, continua Kirshenbaum, è da evitare l’alcol, che interferisce con dopamina, serotonina e appunto ossitocina.

Si invece al rossetto: gli uomini sono infatti attirati dalle labbra rosse e piene perché in natura indicano un elevato livello di estrogeni, sintomo di fertilità. Le labbra rosse di una donna aumentano le pulsazioni cardiache dell’ uomo, ragione per cui le donne avrebbero imparato a truccare le labbra con il rossetto. Anche il sistema immunitario, suggerisce uno studio pubblicato da Medical Hypotheses, viene potenziato dallo scambio di microrganismi che avviene con il contatto delle labbra, senza considerare inoltre tutti gli altri benefici che si ottengono dai baci a livello di potenziamento muscolare e consumo di calorie.

Quello di cui l’autrice è certa è che dietro il bacio ci sia sempre qualche irresistibile scopo biologico. In effetti alcune interessanti ricerche citate nel libro sembrano dimostrare questa tesi, come quella per cui le donne rispondono al testosterone trasmesso dall’uomo tramite la saliva. Questo tipo di bacio offrirebbe anche un vantaggio riproduttivo, fornendo informazioni genetiche e ormonali sul partner. Il bacio è un vero e proprio ‘strumento di valutazione’, secondo gli studi dell’antropologa Helen Fisher: «Buona parte della corteccia cerebrale è dedicata ad analizzare le sensazioni da labbra, guance, lingua e naso, che impegnano cinque dei dodici nervi del cranio – spiega la ricercatrice nel libro – il sistema è costruito per elaborare un intreccio di sapori, odori, sensazioni tattili che è il più profondo annuncio di come siamo». L’analisi è confermata dagli studi di Gordon Gallup dell’Università di New York: «Il 59% degli uomini e il 66% delle donne afferma di aver interrotto una relazione per un brutto bacio – spiega Gallup questo probabilmente è dovuto a qualche segnale del subconscio riguardo al Dna dell’altra persona: il biologo Claus Wedekind ha scoperto che le donne sono attirate dal profumo di uomini che hanno un codice genetico molto diverso dal proprio, probabilmente perché possono assicurare figli più sani».

Una volta ottenuto un primo bacio perfetto, conclude l’articolo, meglio continuare: secondo uno studio tedesco gli uomini che baciano la moglie prima di andare al lavoro vivono in media cinque anni di più.

 

 

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