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16 febbraio 2012

Ca’ Foscari International Lectures:la parola al nobel

«L’Italia ha un’economia più sana, più dinamica, più competitiva di quella greca ed è troppo grande per fallire. La ricetta per uscire dalla crisi è la riduzione del deficit attraverso la crescita, non sarà semplice politicamente, ma non è impossibile. E’ un Paese con un debito pubblico molto alto ma con una consistente ricchezza pro capite, ha le risorse e la volontà politica, grazie anche al processo di riforme in atto, di uscire dalla crisi. La competenza e la preparazione del Governo Monti e dei suoi ministri sono innegabili, la direzione senza dubbio è quella giusta. La questione si pone sul piano politico, l’attuale governo italiano, essendo un governo tecnico non ha il pelo sullo stomaco dei politici di professione, vi è quasi un’eccessiva sincerità».

Questo il commento sulla situazione italiana di Michael Spence, premio Nobel per l’Economia nel 2001, ospite oggi a Ca’ Foscari per il ciclo Ca’ Foscari International Lectures, un ciclo di conferenze inaugurate dal rettore Carlo Carraro nel 2009.

L’economista statunitense ha cominciato il suo intervento da una visione storico prospettica della crescita economica in varie regioni del pianeta, tema del suo ultimo libro, The Next Convergence: The Future of Economic Growth in Multispeed World.

Spencer ha proposto uno scenario di sviluppo per l’economia globale nei prossimi cinquant’anni e delineato alcune proposte su come sostenere la crescita economica nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo.

 

In merito al futuro dell’Europa lo studioso ha fornito quale scenario più probabile l’uscita dall’Eurozona della Grecia: «La Grecia è un Paese che oggi non ha occupazione e non ha crescita  – aggiunge – ed è perciò attualmente a rischio fallimento».

 

Il rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro ha introdotto la lecture del premio Nobel: «Sono molto contento di vedere la nutrita partecipazione dei nostri studenti a questo appuntamento – ha detto Carraro – Per il nostro ateneo è una ulteriore occasione per aprire il dibattito sui grandi temi dell’economia e dell’attualità con il supporto di illustri protagonisti del mondo scientifico e finanziario internazionale».

 

Sul fronte internazionale Spence si è soffermato sulla crescita dei Paesi in via di sviluppo, e sul loro crescente impatto sull’economia globale. I giganti economici del futuro sono Cina e India ma stanno crescendo a ritmi vertiginosi anche le economie di Corea e Taiwan. «Ma il modello globale di crescita economica – conclude Spence– è davvero sostenibile, possiamo continuare così o va ristabilito l’equilibrio tra interessi economici nazionali a breve termine e sostenibilità a lungo termine?».

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