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2 febbraio 2012

Chi “Ricerca” trova

Il lavoro portato a termine da un gruppo di ricercatori dell’università “La Sapienza” di Roma, ha condotto ad una sensazionale scoperta per migliorare notevolmente le capacità cognitive degli individui affetti da Alzheimer.

I dipartimenti coinvolti sono quelli di Chirurgia Pietro Valdoni e di Psicologia, in collaborazione con il dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità.

Gli studi condotti hanno permesso di rilevare l’efficacia della molecola S-adenosilmetionina (SAM) negli organismi con carenza di vitamina B e con aumento di omocisteina plasmatica, tipico dei malati di Alzheimer, costatando notevoli benefici.

Questa molecola svolge un ruolo fondamentale nella metilazione del DNA, una delle più importanti modificazioni chimiche del DNA legate a fattori esterni, che determina cambiamenti nel fenotipo degli esseri viventi.

Gli immancabili topi sono stati gli indiscussi protagonisti dell’attività di ricerca e sperimentazione; i risultati raggiunti fanno comunque ben sperare che presto potranno essere sottoposte le terapie anche agli esseri umani.

L’ampia e crescente diffusione della malattia nella popolazione, unita alla limitata e comunque non risolutiva efficacia delle terapie disponibili precedenti, con le ingenti risorse necessarie per la sua gestione (sociali, emotive, organizzative ed economiche) – le quali immancabilmente gravano sui familiari degli affetti – la rendono una delle patologie a più grave impatto sociale del mondo.

È perciò una notizia confortante e che fa ben sperare per il futuro di tante persone che combattono una lunga guerra contro uno dei mali peggiori, un male che potrebbe a questo punto essere alleviato e reso più sopportabile per coloro che affrontano la fase senile della propria vita.

Non ci resta che ringraziare questi giovani studenti – tra i quali annoveriamo Andrea Fuso e Elisa Isopi – poiché riponendo le speranze nella ricerca, rammentano quanto un eccellente percorso universitario possa magari definirsi la “cura” per i mali, di ogni genere, della nostra società.

Alessandro Gabrielli

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