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13 febbraio 2012

Il cuore oltre la malattia: Alberto Sanna si laurea

 

E li chiamano diversi.

Ma diversi da chi?

Dalle centinaia di viziati che ogni giorno pascolano nelle  nostre università, quelli che come si dice dalle mie parti “rubano il pane a mamma e papà e i giorni al Padreterno”?

Diversi da chi? Dagli opportunisti “pseudointellettuali”  che giocano a fare i disillusi, gli impegnati,  i ribelli, a seconda di dove tira il vento, con quella loro inconfondibile, insopportabile puzza di finto anticonformismo sempre sotto il naso?

 

Diversi, sì, ma migliori.

 

Ad esempio ve la ricordate Giusi Spagnolo? La ventiseienne, affetta da trisomia 21,  laureatasi nel marzo del 2011 alla facoltà di Lettere dell’Ateneo di Palermo con il voto di 105 su 110,  prima donna down a laurearsi in Italia?

 

E Andrea Brambilla?  Primo dottore down dello Stivale, che nel 2005 ha  coronato  il suo ciclo di studi alla Statale di Milano?

O ancora Luigi Fantinelli, studente di Scienze della Formazione di Bologna, primo ragazzo down (in Italia) a partire in Erasmus, incurante dello scetticismo pregiudizievole di chi pensa che una persona down non possa cavarsela da sola?

 

Tutte storie che fanno bene al cuore.  E siamo solo all’inizio.

Sì perché al libro delle cose belle sta per aggiungersi un’altra pagina, un’altra favola a lieto, magica proprio come la risata allegra di chi ha combattuto e vinto la sua battaglia, senza far rumore, con la solita inossidabile gioia sulle labbra, la solita incrollabile luce negli occhi. Quella che spesso ti fa invidia e non sai neanche perché.

 

Eccoli i diversi, gli eroi che non t’aspetti, tanto normali quanto speciali, quelli che vincono senza barare, che se ne sbattono dei compromessi, lontani come sono dalle ruffianerie e dagli alibi di chi, pur avendo tutto, non fa che piangersi addosso.

 

Quella che vogliamo raccontarvi, insomma, è la storia di Alberto Sanna, classe 1988, di Cavaria (Varese).

Una storia che abbiamo scoperto per caso, un clik fortunato et voilà: ti scappa subito un sorriso.

 

Vi riporto una sua intervista, che potete leggere anche qui:

http://www3.varesenews.it/

 

Alberto è un ragazzo down, il prossimo 20 febbraio si laurea all’Università dell’Insubria in Scienze della Comunicazione con una tesi in Storia dell’Arte dal titolo: “Arte a Ravenna nell’età di Giustiniano”, il suo relatore sarà il professor Andrea Spiriti.

 

«L’arte è la mia vera passione – esordisce Alberto – e il professor Spiriti mi ha incoraggiato».

Come è stata la tua esperienza all’università?
«All’università ho trovato un ambiente ideale. I miei compagni di corso sono diventati i miei amici, i professori si sono sempre dimostrati disponibili.»

E come ti sei trovato con il Servizio Disabili?
«Bene: il Servizio Disabili e soprattutto Francesca (Francesca Zappa, impiegata dello Sportello Disabili, ndr) mi ha prestato molta attenzione. Mi hanno aiutato all’inizio nella fase dell’inserimento e successivamente mi hanno sempre accompagnato nel percorso di studio».

Che progetti hai per il futuro?
«Voglio continuare a studiare. Mi sono già iscritto alla Laurea Specialistica, dopo mi piacerebbe lavorare. Vorrei fare il giornalista, nonostante la crisi. Bisogna credere nei sogni».

 

Continuare a sognare, una ricetta semplicissima, a portata di mano. Tanto semplice che spesso ce ne dimentichiamo .

Loro no, invece. Loro ci hanno sempre creduto, c’hanno sempre provato e, soprattutto, ci sono riusciti.

Certo, la stagione delle sfide per il nostro Alberto, così come per Giusi, Andrea, Luigi e tutti quelli che seguiranno le loro orme, non finisce con una pergamena, un feluca in testa e i flash di amici e parenti.

 

Ma state certi che questi qua non li ammazza nessuno. Ce l’hanno scritta in faccia questa voglia di guadagnarsi la felicità, gliela leggi negli occhi.

Alberto, Giusi, Andrea, Luigi non si sentono arrivati.

Continueranno a lottare, a sognare, a cadere e a rialzarsi, perché loro sono così: invincibili.

 

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