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24 febbraio 2012

Il Pd boccia il progetto del nuovo campus di Aosta

Il nuovo progetto preliminare del polo universitario di Aosta sta già creando più di una perplessità: in particolare, è il Partito Democratico che boccia sin da adesso il modo in cui la nuova università regionale è stata pensata, e segnala storture relative tanto al progetto in sé quanto ai costi del nuovo campus.

Le critiche dei democratici valdostani sono state espresse sia alla stampa che al Comune di Aosta, dove all’ultimo minuto utile è stato depositato un documento, firmato dagli architetti Emilio Zambon e Giuseppe Rollandin, contenente tutte le obiezioni mosse dal partito al nuovo progetto.

I rilievi fatti dai due esponenti democratici si muovono soprattutto in due direzioni: da un lato, vengono mosse delle critiche di carattere urbanistico, poiché nel documento consegnato al Comune si segnala la necessità “di ricomprendere nel progetto alcune zone come piazza della Repubblica, interessata dalla modifica della viabilità e per il suo futuro, quasi, interamente pedonale come previsto dal PUD (Piano Urbanistico di Dettaglio)“, dall’altro si fanno notare alcune gravi lacune “estetiche” come la scarsa capienza dell’aula magna e le dimensioni ridotte delle stanze dello studentato, definite da Zambon e Rollandinloculi per vivi”. Inoltre i due architetti lamentano la presenza, a loro giudizio ingiustificata, di un asilo aziendale e di una zona fitness, oltre al fatto che i pannelli solari/fotovoltaici risultano disposti in posizione praticamente orizzontale, quando la loro efficienza massima viene raggiunta con un’inclinazione di 30/45 gradi.

Ma la pecca più grave del progetto in esame è un’altra, e riguarda i costi: secondo i calcoli fatti dai democratici valdostani, risulta che il nuovo campus verrà a costare 128.220.500,14 euro per 31.146,04 metri quadrati, vale a dire che il costo unitario sarà di 4.116,75 euro al metro quadrato, una cifra giudicata spropositata. Senza contare che in questo calcolo non è compreso il costo delle attrezzature e degli arredi, necessari per rendere funzionanti e fruibili le nuove strutture universitarie.

Quello dei costi eccessivi è un problema che si ripresenta puntualmente ogni volta che in Italia si realizza un’opera pubblica: purtroppo le ragioni che determinano tali costi spropositati, come tangenti e appalti truccati, sono tristemente note, e anche se al momento non c’è motivo di sospettare che gli affari intorno al nuovo polo universitario valdostano siano men che leciti, occorrerà, qualora il progetto vada in porto, vigilare attentamente.

Insomma, il progetto è pieno di difetti anche molto gravi, e come ha spiegato in conferenza stampa il segretario del Pd valdostano Raimondo Donzel, appare al momento decisamente sovradimensionato. Sebbene lo stesso Donzel riconosca che, in assenza di un piano di sviluppo dell’università, qualsiasi giudizio di merito è prematuro, i democratici segnalano la sproporzione tra le dimensioni del progetto e le previsioni sul numero degli studenti che dovrebbero iscriversi (si parla di circa 2000 ragazzi): al momento, dicono dal Pd, non esiste un solo studio che preveda un aumento delle iscrizioni tale da giustificare un progetto come quello attualmente allo studio.

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