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21 febbraio 2012

Il Salento e Roma hanno il loro satellite

Partito dalla Guyana il razzo che lancerà in orbita LARES, progettato tra Roma e il Salento. Misurerà un effetto previsto dalla teoria della relatività.

È partito dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese, il razzo Vega, il nuovo lanciatore dell’Agenzia spaziale europea realizzato in gran parte da imprese italiane. L’ASI, Agenzia spaziale italiana, ha sostenuto il 65% dei costi.

Venerdì scorso le stazioni di laser ranging di Dongara in Western Australia e di Graz in Austria hanno osservato i fotoni laser di ritorno dal satellite. Questi impulsi laser, inviati e ricevuti dalle numerose stazioni internazionali, permetteranno il suo posizionamento e la ricostruzione della sua orbita con grande accuratezza. Ciò consentirà importanti verifiche di relatività generale e misure di geodinamica e geodesia spaziale.

LARES somiglia molto a una di quelle palle luccicanti usate per illuminare le piste da ballo: “si tratta infatti di una sfera di metallo (una lega di tungsteno) dal peso specifico elevatissimo” afferma Ciufolini, esperto di relatività generale all’Università del Salento.

Il satellite Lares, progettato da Antonio Paolozzi e dal suo team della Sapienza (Scuola di Ingegneria Aerospaziale, Diaee-Dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica e Crpsm‐Centro di ricerca progetto San Marco), metterà alla prova la teoria della Relatività generale di Albert Einstein e fornirà importanti determinazioni sulla dinamica della Terra e della sua crosta, utili sia per lo studio dei terremoti che per la verifica di effetti climatici globali quali lo scioglimento dei ghiacci emersi.

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