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14 febbraio 2012

Indifferenza o mal organizzazione? C’è anche gelo informatico a Pescara?

Anche per Lunedì 13 febbraio l’incertezza e la disinformazione regnano sovrani tra gli studenti dell’Università G. D’Annunzio di Pescara. Il sindaco Mascia ha esteso la proroga della chiusura degli uffici pubblici, delle scuole e degli atenei. “ E’ fondamentale poter contare su strade libere per poter continuare a intervenire per la pulizia e la rimozione dei cumuli di ghiaccio e neve, in modo da non causare problemi di spostamento sul territorio ai dipendenti e darci libertà di azione”; così si legge nel comunicato ufficiale. E gli studenti, li vogliamo avvertire?

Clamorosa è la carenza di informazioni da parte del sito internet dell’Università, non aggiornato per giorni, che ha generato un malcontento straziante da parte degli studenti. Questa inefficienza ad opera dell’università ha creato non pochi disagi, considerando che il 70% degli studenti è fuori sede, e che la nevicata record nella regione ha impedito agli studenti di raggiungere l’ateneo.

Col rischio di fare un viaggio a vuoto e magari rimanere bloccati il sito dell’università è stato aggiornato solo alle 15.15 del 12 febbraio. Roba da indignarsi, perché le tasse universitarie non le paghiamo con i soldi del monopoli! E molti sono i giovani che fanno sacrifici enormi per frequentare le lezioni e recarsi agli esami in sedi accademiche, che per essere raggiunte, in condizioni come quelle degli ultimi giorni, non rappresentano certo passeggiate di salute.

La situazione in Abruzzo è critica e molti paesi hanno chiesto lo stato di calamità naturale, non solo i studenti ma tutta la popolazione della regione ha chiesto aiuto, aiuto arrivato soprattutto dai volontari che in queste ore si stanno impegnando per rendere di nuovo agibili le vie di comunicazione. Ma dobbiamo segnalare l’inattività del sito della Protezione civile regionale, che risulta aggiornato, pensate un po’, al 7 luglio 2011! Per fortuna che siamo in emergenza..

Una situazione che nel nostro paese non si registrava dal 1956, il freddo e il gelo sembrano aver congelato anche le menti delle istituzioni e degli organi universitari che non si sono dimostrati all’altezza di una situazione d’emergenza, non di certo nuova, in una regione martoriata da eventi “poco rilevanti” come l’Abruzzo.

Una riflessione, saremo in un’era tecnologica tale da prevedere un’informazione tempestiva su tutto o dobbiamo rimpiangere i bei tempi dei piccioni viaggiatori? Un pensiero ovviamente sarcastico ma qui siamo sempre gli ultimi ad essere informati.

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