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22 febbraio 2012

Investire sui giovani, per uscire dalla crisi: il monito del Deputato De Camillis

Qual è oggi la quesione aperta e quale altra proposta si è posta sul tavolo per sostenere i giovani rispetto alla crisi?

L’idea riportata con efficacia dal Deputato molisano Sabrina De Camillis, riguarda la modalità di suddivisione dei fondi da destinare alle diverse Università del Paese.

Problematica questa che è stata presentata direttamente verso la VII Commissione alla Camera.

Il dibattito ha chiamato in causa oltre all’On De Camillis – firmataria dell’interrogazione sulla sperequazione dei fondi – anche il Sottosegretario Rossi Doria, che ha sottolineato come “i criteri adottati per la ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario nel 2011 sono gli stessi di cui il Ministero si è avvalso per gli anni 2010 e 2009. Si tratta di criteri di riparto basati su parametri e indicatori stabili, sui quali si è espressa positivamente anche la Conferenza dei Rettori delle Università italiane”.

Assegnazione questa, che lascia l’amaro in bocca al deputato molisano, perchè a suo dire, in questo modo vengono penalizzati gli atenei del Centro- Sud Italia, con particolare ed a questo punto ovvio vantaggio per gli atenei del Nord del Paese.

Un’analisi che viene supportata anche da discorsi di ordine economico; infatti nella erogazione del Fondo si passa dagli oltre 6.000€pro capite per alcune Università del Nord ai meno di 2.000€ per alcune Università del Sud.

E’ scontato poi che,quando verranno tirate le somme, gli atenei più virtuosi saranno quelli che sono destinatari di maggiori incentivi economici.

In questo modo però si rischia di paralizzare l’offerta formativa e le eccellenze di cui si compongono gli atenei del Mezzogiorno.

” Credo che sia giusto” sottolinea l’Onorevole ” che l’Italia per poter uscire da questo momento di crisi, debba creare delle condizioni serie per incentivare in maniera concreta i giovani a poter lavorare. Questa ritengo sia una questione prioritaria e per risolvere tale problematica, occorre partire dagli atenei e creare maggiore consapevolezza negli studenti, senza effettuare tagli stringenti alla cultura”

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