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1 febbraio 2012

La vetrina degli scontri bolognesi

Durante la cerimonia di consegna della laurea ad honorem a Napolitano in aula Santa Lucia, circa centocinquanta persone hanno espresso la loro rabbia ed indignazione manifestando in via de’ Poeti (zona non molto vicina alla cerimonia). L’area intorno all’aula in cui avveniva la consegna della laurea, era blindata e circondata dalle forze di polizia, ma questo non ha fermato i manifestanti che hanno comunque voluto esprimere il loro dissenso.

La motivazione principale che hanno mosso la protesta, è la mancanza d’imparzialità del Presidente della Repubblica. I leader dei movimenti che hanno partecipato alla contestazione, denunciano Giorgio Napolitano di non essere più super partes, infatti, il presidente Napolitano si era posto come garante degli studenti dopo le violente contestazioni avvenute tempo fa. L’approvazione del decreto Gelmini, le successive leggi del governo Berlusconi, che “hanno distrutto il nostro futuro”(le parole dette dai manifestanti), oltre alla nomina del ministro Profumo, non sembrano essere in linea con la promessa fatta agli studenti italiani.

Molti accusano i manifestanti di aver usato la protesta come una vetrina. La risposta dei leader di Cua, una delle tante sigle che aderiscono al movimento Occupy Bologna, è quanto mai chiara ed esaustiva: “uno degli obiettivi era questo e l’abbiamo raggiunto”. La manifestazione era volta alla possibilità di poter esprimere il dissenso di molti studenti, oltre che di molti cittadini, nei confronti di una figura importante quale quella del Presidente della Repubblica. Secondo i manifestanti, Giorgio Napolitano è avvolto da un’aura di consenso e di intoccabilità, che in realtà non sembra realmente rappresentare l’opinione di una parte del popolo.

I manifestanti consapevoli dello sbarramento che gli avrebbe impedito di raggiungere l’aula, non si sono fermati e sono andati incontro ai blocchi della polizia consapevoli di possibili tafferugli. “Parlare di violenze per due uova e tre pomodori è ridicolo” dichiarano i leader dei movimenti. La manifestazione è stato un atto dovuto per poter uscire da mesi di omogeneità del pensiero politico e per poter esprimere il dissenso verso le politiche di austerity dettate, secondo i dissidenti, da un governo che risponde ai diktat dei poteri finanziari e delle società di rating.

Nonostante questa manifestazione non sembra essere una grande vittoria per i movimenti studenteschi bolognesi, secondo Occupy Bologna, i veri sconfitti sono tutti quelli all’interno di quell’aula, circondati dalla polizia. Pesanti accuse sono state indirizzate verso il rettore Dionigi che ha rifiutato un confronto con i rappresentanti dei movimenti di protesta.

Una parte del popolo italiano che non è d’accordo con la linea di governo attuale, delle politiche economiche che, la tanto ambita uscita dalla crisi, ci impone, si sono serviti della figura di Napolitano per uscire allo scoperto e poter avere una sorta di pubblicità di quei movimenti di protesta che non sempre sono oggetto di notizia e divulgazione.

Vincenzo Gatta

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