• Google+
  • Commenta
6 febbraio 2012

L’Antropologia è a Bali

Bali è la meta prediletta da antropologi e insegnanti di lettere per approfondire le culture altre. Oltre ai graffitari, ai luoghi di riunione delle masse, ai concerti, alla letteratura della nostra epoca ci sta il resto del mondo. Bali si erge come meta lontana e affascinante, il combattimento dei galli come proiezione sessuale della popolazione e folklore tipico è stato studiato da Massimo Canevacci, antropologo de La Sapienza di Roma.

Molti quindi, gli insegnanti e i ragazzi che scelgono per arricchire la propria tesi di laurea sperimentale di viaggiare e spingersi oltre le proprie certezze (come disse Conrad- ne “Il Cuore di Tenebra”), famosa citazione che per un attimo ci toglie la nostra terra sotto i piedi per farci vedere quanto le nostre conoscenze siano esigue rispetto al non conosciuto, e forse, al non conoscibile.

Per una vita avventurosa che arricchisce l’animo e fa sviluppare nuovi orizzonti, quindi, Bali e poi tanto altro, la già visitata e descritta situazione, infatti merita delle specifiche e degli incrementi, il mondo è di tutti i pionieri coraggiosi. La scoperta è merce divina, vivere con altre popolazioni è faticoso e prevede annullare le proprie categorie per conoscere davvero le loro, nel loro senso. Questa è la scoperta autentica, lasciando sempre spazio al dubbio perchè nulla è mai perfettamente compreso e dato in assoluto ma molto è anche, al contempo, dichiarato.

Marica Recchiuti

Google+
© Riproduzione Riservata