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28 febbraio 2012

L’Udu chiede a Profumo più risorse per il diritto allo studio

Tagli negli ultimi anni  per 8 miliardi alla scuola, di 1,5 miliardi al sistema universitario, e del 95% dei fondi nazionali per le borse di studio: queste cifre avvilenti costituiscono la premessa della lettera che Marco Sucameli, Consigliere d’Amministrazione dell’UDU Palermo, ha consegnato al ministro Francesco Profumo in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico nell’ateneo siciliano.

Secondo l’Unione degli Universitari, questi dati, in particolare quello sui tagli alle borse di studio, indicano una grave violazione del diritto allo studio, violazione ulteriormente dimostrata ed acuita dall’aumento, che l’Udu definisce “spropositato”, delle tasse universitarie, e dal fatto che molti studenti, pur in possesso di requisiti necessari, non hanno potuto ottenere una borsa di studio perché penalizzati dalla scarsità di risorse economiche delle Università.

Sucameli pone l’accento in particolare sulla drammatica situazione degli atenei del Sud, e ricorda che proprio l’Università di Palermo ha, negli ultimi due anni, ricevuto il 14,2% di fondi di finanziamento ordinario in meno. Se a questo si aggiunge il fatto che il progetto di riforma del sistema di Diritto allo Studio prevede un ulteriore innalzamento delle tasse regionali destinate proprio al diritto allo studio, che dovrebbero passare dalla cifra attuale inferiore ai 100 euro ad un importo compreso tra i 120 e i 200 euro, si può solo concludere, a giudizio del sindacato studentesco, che la volontà del governo è quella di far pagare soltanto gli studenti e le loro famiglie, anziché sforzarsi di investire sull’istruzione senza gravare ulteriormente su chi già paga, e tanto.

Ovviamente la situazione degli atenei non è critica soltanto al Sud. Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, portando la critica sul piano nazionale, fa notare quanto sia ingiusto, da parte dello Stato, chiedere più soldi agli studenti e alle loro famiglie senza a far corrispondere a ciò un maggior impegno economico. Queste le nude cifre riportate dal Coordinatore dell’Udu: “Il gettito nazionale delle tasse regionali ha garantito e garantisce in media un importo di oltre 150 milioni di euro e già ora quindi il diritto allo studio vede come prima fonte di finanziamento proprio il contributo diretto degli studenti. L’importo stanziato da tutte le regioni per il 2010 è stato di meno di 100 milioni, il fondo nazionale per le borse di studio è di circa 100 milioni di euro per quest’anno e se per l’anno prossimo c’è una misura una tantum che ripristina una piccola parte dei fondi tagliati, nel 2013 è previsto uno stanziamento di 13 milioni di euro. A fronte di questa previsione e dello scarso impegno dello Stato è veramente scandaloso che si chieda un ulteriore aumento delle tasse regionali.”

La soluzione, secondo Orezzi, va trovata seguendo più strade: in particolare, andrebbe cancellato quanto fatto in materia dal governo Berlusconi e si dovrebbe dare il via ad un piano pluriennale di finanziamento per far sì che tutti gli studenti idonei abbiano accesso alle borse di studio. Inoltre, secondo l’Udu, agli studenti si dovrebbero fornire delle agevolazioni economiche, ad esempio per l’acquisto dei materiali didattici e per l’utilizzo dei trasporti pubblici, ma non solo.

Il sindacato degli studenti auspica, a questo punto, che il governo dia un’immediata disponibilità al dialogo, così da aprire un tavolo tra le parti per discutere il da farsi. Si può solo sperare, vista la situazione delle nostre Università, che ciò avvenga nel più breve tempo possibile.

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