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13 febbraio 2012

L’università di Torino ricorda il caso Englaro

La vicenda di Eluana Englaro ha alimentato nel nostro paese un ampio dibattito mediatico, politico – istituzionale e morale, ma in particolar modo ad una maggiore sensibilità  sulla tematica legata alla vita, scuotendo e dividendo l’opinione pubblica ed in particolare il mondo cattolico sulla volontà e la libertà di scelte in una situazione di sofferenza.

Presso l’università di Torino Martedì 14 Febbraio alle ore 16.00 una conferenza  – “Eluana Englaro: tra volontà e libertà”  – ricorderà la vicenda che ha segnato un fatto di cronaca drammatico, ad anticipare l’incontro si sono susseguite una serie di interviste di Peppino Englaro a radio 110.

Sul tema interverranno Beppino Englaro (padre di Eluana )  presidente dell’associazione “Per Eluana”, il prof. Maurizio Mari, ordinario di Bioetica all’Università di Torino; la Dott. ssa Cinzia Gori, responsabile del Poliambulatorio di Udine e il Dott. Amato de Monte, direttore del “Dipartimento Anestesia e Rianimazione” dell’ospedale di Udine, e facente parte del coordinamento

dell’equipe che ha aiutato negli ultimi giorni di vita Eluana; Eleonora Artesio ,  assessore  alla tutela della salute e della sanità per la Regione Piemonte, come moderatore regolerà gli interventi nei vari momenti della conferenza la Dott. ssa  Elena Neve, ricercatrice  presso l’Università di Torino. A preoccuparsi della realizzazione della conferenza si è mossa “La consulta laica di Bioetica della città di Torino sostenuta da Adriano Vitelli”.

L’evento tenta di ricostruire i fatti anche attraverso le testimonianze dirette, ricordiamo che Eluana Englaro a seguito di un incidente stradale subì un trauma cranico e una frattura della seconda vertebra che le causò la paralisi dei quattro arti, la giovane ha vissuto in stato neurovegetativo  per 17 lunghi anni  fino alla morte, questa  avvenuta in modo naturale e a seguito dell’interruzione della nutrizione artificiale.

Le richieste della famiglia di interrompere l’alimentazione forzata considerata un accanimento terapeutico, nel nostro paese ha scatenato un ampio dibattito acceso sul tema dell’eutanasia contrapponendo diversi pensieri, nel ricordo di queste divisioni va citato “Magdi Allam” (giornalista e politico) favorevole alla continuazione delle cure e i radicali nettamente contrari.

 

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